Niger: ISIS rivendica imboscata contro truppe americane

Pubblicato il 16 gennaio 2018 alle 6:01 in Africa Niger

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Il leader del gruppo terroristico affiliato all’ISIS nell’Africa occidentale, Abu Adnan al-Sharawi, ha rivendicato l’imboscata contro le truppe americane e nigerine dello scorso 4 ottobre, in cui sono morti 4 membri delle forze speciali statunitensi e 4 ufficiali dell’esercito del Niger. L’incidente, avvenuto nel villaggio di Tongo Tongo, nell’area rurale di Niamey, situata a circa 200 km a nord della capitale nigerina, al confine con il Mali, ha attirato l’attenzione internazionale sulla presenza americana in Niger, dove sono posizionati 800 soldati.

Al-Sahrawi, di origini algerine ed ex portavoce del gruppo al-Mourabitoun affiliato ad al-Qaeda e attivo nel Sahel, dal maggio 2015, ha giurato fedeltà all’ISIS. Da allora, lui e i suoi seguaci si fanno chiamare “the Islamic State of Greater Sahara”, e compiono operazioni al confine tra il Niger, il Mali e il Burkina Faso. Nel comunicato emesso dai terroristi, circa 3 mesi dopo l’assalto, si legge: “Rivendichiamo l’attacco che ha colpito il commando americano nel villaggio di Tongo Tongo”. Il 15 ottobre 2017, il quotidiano inglese, The Guardian, nonostante l’assenza di rivendicazioni ufficiali, aveva attribuito ai militanti di al-Sahrawi.

Secondo quanto riferito da Africa News, la situazione di instabilità nella zona del Sahara ha permesso ai gruppi jihadisti di lanciare continue offensive contro le truppe locali e straniere. In seguito all’imboscata del 4 ottobre, una ventina di giorni dopo, si è verificato un secondo incidente a Ayourou, nella regione di Tillaberi, al confine con il Mali, dove militanti armati alla guida di pick-up e moto hanno ucciso 4 soldati americani e 5 nigerini. Ad avviso del Pentagono, erano stati 50 militanti affiliati all’ISIS a lanciare l’imboscata, anche se l’intelligence sta cercando di capire se i terroristi siano stati informati dagli abitanti del villaggio circa la presenza dei soldati. Sulla base di tale dettaglio, il generale Joseph Dunford aveva messo in guardia la comunità internazionale, riferendo che, con la progressiva perdita di terreno in Siria e in Iraq, l’ISIS sta cercando di riorganizzarsi in Niger e nella zona del Sahara.

In merito alla minaccia terroristica locale, secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, il principale gruppo terroristico attivo in Niger è Boko Haram, il quale compie attacchi soprattutto nel sud-est, in prossimità dei confini con la Nigeria. Tuttavia, nel Paese africano sono presenti anche al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM), il Movement for Unity and Jihad in West Africa, Ansar al Dine e Macina Liberation Front e l’ISIS. Il governo americano spiega che, nel 2016, i militanti di Boko Haram e dello Stato Islamico sono penetrati in Niger attraverso il confine nigeriano, con l’obiettivo di compiere attacchi contro i civili e le forze di sicurezza locali nella zona di Diffa.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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