Boko Haram: nuovo video mostra le ragazze rapite a Chibok

Pubblicato il 16 gennaio 2018 alle 12:23 in Africa Nigeria

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I militanti di Boko Haram hanno diffuso un nuovo video della durata di 21 minuti, in cui vengono mostrate 14 delle ragazze rapite a Chibok il 14 aprile 2014, nello Stato del Borno. Durante il filmato le ragazze, che indossano tutte il velo, dichiarano di non voler tornare a casa dalle loro famiglie. “Siamo le ragazze di Chibok. Siamo quelle per cui voi piangete da anni, e ci implorate di tornare. Ma grazie a Dio, non torneremo mai. Queste persone si stanno prendendo cura di noi, e siamo grate per questo. Siamo felici qui, abbiamo trovato la nostra fede”, afferma una delle giovani in lingua Hausa, parlata nel nord della Nigeria. Nel video appare anche il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, il quale afferma che le ragazze di Chibok hanno riconosciuto e adottato la religione di Dio. Il terrorista spiega altresì che le giovani sono state catturate per essere sottratte all’educazione occidentale e che, adesso, hanno realizzato che ciò che veniva loro insegnato era il male. Secondo quanto riportato dal quotidiano nigeriano The Sun, un’altra ragazza, durante il video, aggiunge che Shekau le ha prese tutte in moglie, e che non fa mancare loro niente.

Il 14 aprile 2014, i militanti di Boko Haram rapirono 275 ragazze presso la scuola secondaria di Chibok. Da allora, circa 60 sono riuscite a fuggire, mentre altre sono state rilasciate dopo negoziati. Lo scorso 7 maggio, almeno 86 giovani sono state rilasciate in seguito a lunghe trattative tra il governo di Abuja ed i terroristi. Al momento, le autorità credono che almeno 100 ragazze siano ancora nelle mani dei jihadisti. Il loro rapimento destò scalpore a livello internazionale, facendo porre l’attenzione sull’organizzazione terroristica. Tuttavia, il fallimento del governo nigeriano di agire rapidamente per liberare le ragazze haportato alla nascita di un movimento globale chiamato “Bring Back Our Girls” (Ridateci le nostre ragazze).

Boko Haram, attivo nel Paese africano dal 2009, tenta di instaurare lo Stato Islamico nel nord della Nigeria, popolato maggiormente da persone che professano la religione musulmana. Il gruppo ha rapito circa 2.000 ragazze e ragazzi, tra cui molti bambini, dal 2014. Secondo Amnesty International, molti sono stati maltrattati, abusati e usati come militanti o kamikaze. Da quando è iniziata la campagna armata di Boko Haram, circa 20.000 persone sono state uccise e 2.3 milioni sono sfollati. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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