Talebani: imboscata contro polizia afghana, 7 morti

Pubblicato il 15 gennaio 2018 alle 15:07 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno effettuato un’imboscata contro la polizia afghana, nell’area di Raigi, presso la città dell’Afghanistan occidentale di Farah, la sera di domenica 14 gennaio, uccidendo almeno 7 agenti e ferendone altri 3. Secondo quanto riportato dal governatore di Farah, Mohammad Arif Shahjahan, anche alcuni militanti sono stati feriti.

L’assalto è avvenuto contemporaneamente alla riunione tra i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu e le autorità di Kabul, il cui obiettivo era discutere sulla situazione del Paese. Come riportato dall’agenzia di stampa afghana, Khaama Press, il presidente Ashraf Ghani ha esposto le condizioni regionali in merito alla gestione della minaccia terroristica, al contrasto dello spaccio di droga, alle elezioni e alla nuova strategia americana. Il presidente afghano ha riferito che l’esercito ha aumentato gli sforzi per eliminare definitivamente i terroristi, soprattutto in vista delle future elezioni, grazie al supporto dei soldati americani. Dall’altra parte, i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu hanno riconosciuto e apprezzato l’impegno delle forze di Kabul contro il terrorismo, promettendo di discutere tali questioni fondamentali nei prossimi meeting.

Il New York Times ha riportato che, nella giornata sabato 13 gennaio, sono iniziati i meeting tra rappresentanti del governi di Kabul e alcuni esponenti dei talebani ad Istanbul, in Turchia. Tale notizia, tuttavia, è stata smentita dai militanti. Ad avviso del quotidiano americano, l’emittente afghana Tolo Television avrebbe trasmesso immagini che ritraevano Abbas Basir, membro del Partito Wahdat, che rappresenta la minoranza sciita degli Hazari, insieme a Karim Khalili, capo del partito, e a Hamayoon Jarir, consigliere di Ghani e figura di spicco di Hezb-i-Islami, gruppo di insorti che ha raggiunto un accordo di pace con il governo alla fine del 2016. Secondo la radio afghana Azadi radio, spiega il New York Times, Hezb-i-Islami stanno ricoprendo il ruolo di mediatori tra i talebani e le autorità di Kabul.

Un ufficiale afghano ha confermato i colloqui di Istanbul, seppur non ufficiali, riferendo che sono iniziati il 13 gennaio e che si concluderanno lunedì 15 gennaio. Se tali informazioni verranno confermate anche dai militanti, il ruolo da mediatore svolto da Hezb-i-Islami costituirebbe uno sviluppo significativo nel processo di pace tra Kabul e i talebani. Anche se i suoi membri, in passato, hanno combattuto sia contro le forze governative, sia contro i talebani, il gruppo di insorti è stato il primo a raggiungere un accordo con le autorità afghane.

Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Sedici anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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