Cuba condanna dichiarazioni di Trump

Pubblicato il 15 gennaio 2018 alle 6:08 in Cuba USA e Canada

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Il Ministero degli esteri cubano ha condannato le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Haiti, El Salvador e i paesi africani, che il leader della Casa Bianca ha definito recentemente “paesi di merda”.

“Queste dichiarazioni sono piene di odio e disprezzo, causano risentimento tra il popolo cubano, che è orgoglioso del contributo che nel corso della sua storia è stato portato dalle persone e dai loro discendenti provenienti da diverse latitudini, soprattutto africani e haitiani, dal momento in cui è nata la nostra nazione” – ha dichiarato il ministro degli esteri Bruno Rodríguez Parrilla in una dichiarazione pubblicata sul sito web del giornale ufficiale del Partito Comunista, Granma.

Cuba si unisce dunque alle proteste di numerosi paesi latinoamericani. In precedenza anche il governo di El Salvador aveva protestato ufficialmente con il governo americano, mentre l’ambasciatore haitiano a Washington ha definito “ingenerose” la parole di Trump nei confronti di un popolo che “ha lottato accanto agli statunitensi nella loro guerra di indipendenza”.

Lo scandalo è scoppiato dopo che i media hanno riferito che in una riunione sull’immigrazione con i senatori, Trump ha definito i paesi del terzo mondo “paesi di merda” (shithole countries). In particolare, si riferiva ad Haiti, a El Salvador e agli stati africani.

L’Associazione Nazionale per il progresso della popolazione di colore degli Stati Uniti ha criticato le parole di Trump, affermando che il Presidente “cade sempre più in basso nella tana del coniglio del razzismo e della xenofobia”.

L’ex segretario di stato Hillary Clinton ha condannato il suo ex avversario alle elezioni, e l’ambasciatore americano a Panama, sulla scia dello scandalo, ha presentato le sue dimissioni. L’ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, dal canto suo, ha definito le dichiarazioni della Casa Bianca razziste, mentre l’Unione africana ha anche espresso la propria preoccupazione e ha chiesto a Trump scuse ufficiali a nome di tutti i paesi del continente.

La Casa Bianca non ha negato che il presidente abbia davvero usato le parole incriminate. Come ha detto il rappresentante dell’amministrazione presidenziale, Raj Shah, Trump “combatterà sempre per il popolo americano” a differenza di alcuni politici che “difendono gli interessi degli altri paesi”.

Lo stesso Trump ha ammesso di aver usato “espressioni forti”, ma a suo dire non sono le sue parole ad essere crudeli, ma le “proposte deliranti” su un accordo di compromesso sui bambini migranti (DACA) ad esserlo. Secondo il presidente tale accordo sarebbe un passo indietro per gli Stati Uniti.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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