Turchia: inaccettabile l’inclusione di curdi nella nuova milizia siriana

Pubblicato il 14 gennaio 2018 alle 20:01 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Ibrahim Kalin, il portavoce del presidente della Turchia, Recep Tayyp Erdogan, ha definito “inaccettabile” il fatto che la coalizione a guida statunitense in Siria stia addestrando una milizia, da schierare ai confini del Paese, che include i combattenti curdi del People’s Protection Units (YPG).

Le forze guidate dagli Stati Uniti hanno dichiarato, domenica 14 gennaio, che stanno lavorando con gli alleati siriani per istituire una nuova Forza di Sicurezza di Confine (BSF), composta da 30 mila persone. La milizia verrà schierata ai confini dell’area controllata dalle Forze Democratiche Siriane (SDF), un’alleanza militare del nord-est siriano, dominata dai curdi della YPG. Precisamente, i militari verranno schierati lungo il confine a nord con la Turchia, quello a sud-est con l’Iraq e lungo la valle del fiume Eufrate, che separa le Forze Democratiche Siriane, sostenute dagli Stati Uniti, dalle forze del governo siriano, supportate da Iran e Russia. Secondo Al Arabiya in lingua inglese, l’Ufficio delle Relazioni Pubbliche della coalizione ha dichiarato che metà dei membri della milizia saranno veterani della SDF, mentre l’altra metà è in fase di reclutamento. La BSF sarà guidata dalle Forze Democratiche Siriane, che attualmente stanno addestrando per questo motivo circa 230 persone. La Forza di Sicurezza di Confine è stata creata per riallineare circa 15 mila membri delle SDF, dopo che le azioni per contrastare l’ISIS nel Paese stanno per terminare.

Il portavoce del presidente turco ha sottolineato che, invece di porre fine al sostegno alle milizie della YPG, come aveva già richiesto il governo di Ankara, “gli Stati Uniti stanno prendendo una serie di decisioni preoccupanti per legittimare l’organizzazione e farla perdurare nella regione”. La decisione di Washington ha accentuato le tensioni con la Turchia, poiché Ankara considera la YPG un’estensione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), che dagli anni ’80 insorge nei territori sud-orientali del Paese. Kalin ha dichiarato che il Paese continuerà a lottare contro qualsiasi organizzazione terroristica all’interno e nei pressi dei propri confini.

Il principale gruppo curdo della Siria è emerso come uno dei pochi vincitori della guerra siriana e sta pertanto intensificando gli sforzi per consolidare la sua presenza nella parte settentrionale del Paese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva deciso di armare i combattenti della YPG poiché i membri dell’unità erano visti come la forza più efficace contro l’ISIS. La decisione era stata presa nonostante, durante un incontro alla Casa Bianca, il 16 maggio 2017, il presidente turco Erdogan aveva chiesto direttamente a Trump di ripensare la mossa.

Gli Stati Uniti, che hanno schierato circa 2.000 truppe in Siria per combattere l’ISIS, hanno affermato di essere pronti a rimanere nel Paese fin quando non sarà certo che l’organizzazione terroristica sarà sconfitta, sostenendo il processo di stabilizzazione. Tuttavia, il governo di Damasco ha dichiarato che la presenza degli Stati Uniti in Siria è illegale, e si è scagliato altresì contro le SDF, definendole “traditrici”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.