L’Arabia Saudita comprerà i sistemi di difesa da Israele

Pubblicato il 14 gennaio 2018 alle 7:12 in Arabia Saudita Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Arabia Saudita starebbe cercando di comprare il sistema di difesa israeliano Iron Dome, per difendersi dagli attacchi missilistici condotti dagli Houthi contro il proprio territorio nazionale.

L’Iron Dome è costituito da cupole di ferro che fanno parte di un sistema di difesa, sviluppato dall’industria israeliana Rafael Advanced Defense Systems (RAFAEL), in grado di intercettare razzi a media velocità. Il sistema era stato pensato come misura difensiva per proteggere Israele dagli attacchi provenienti dalla Striscia di Gaza, dalla Siria, dal Libano e dalla penisola del Sinai.

Secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Jerusalem Post, l’Arabia Saudita sarebbe interessata ad acquistare alcuni beni militari israeliani, tra i quali il sistema Trophy Active Protection (APS), un sistema di difesa israeliano per i veicoli, in grado di intercettare e distruggere missili e razzi. Tale sistema era stato comprato da un Paese straniero per la prima volta nel settembre 2017, quando il Pentagono aveva annunciato che avrebbe installato il sistema israeliano su numerosi carri armati, rendendoli i primi veicoli militari non israeliani a essere dotati di tale sistema.

L’interesse di Riad sarebbe dovuto alla necessità dell’Arabia Saudita di difendersi dai missili balistici lanciati dagli Houthi contro il proprio territorio nazionale. L’Arabia Saudita e Israele non hanno alcuna relazione ufficiale, nonostante, recentemente, il 20 novembre 2017, il ministro dell’Energia israeliano, Yuval Steinitz, aveva dichiarato, durante un’intervista rilasciata alla Army Radio israeliana, che Israele starebbe intrattenendo “relazioni segrete” con l’Arabia Saudita per fronteggiare l’Iran.

Israele e Arabia Saudita considerano l’Iran come la principale minaccia in Medio Oriente. Le crescenti tensioni tra Riad e Teheran avrebbero spinto la monarchia saudita e Israele a rafforzare la loro cooperazione per affrontare il nemico comune. Il 7 novembre 2017, l’Arabia Saudita aveva accusato l’Iran di “aggressione militare diretta” contro il proprio territorio nazionale, in seguito al lancio di un missile da parte degli Houthi contro Riad, avvenuto il 5 novembre. Riad ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento delle armi ai ribelli yemeniti, tra cui i missili balistici che gli Houthi utilizzano per colpire il territorio saudita. L’Iran ha sempre respinto le accuse dell’Arabia Saudita, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti giungerebbero in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen.

Da parte sua, Israele è molto preoccupato per l’alleanza tra Damasco e Teheran e teme che l’Iran stia trasformando la Siria in una fortezza miliare, come parte di un più ampio piano mirato a cancellare il proprio Stato, secondo quanto affermato dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 28 agosto 2017 a Tel Aviv, in occasione di un incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.