Giappone: gestione dei rifugiati sarà più rigida

Pubblicato il 14 gennaio 2018 alle 6:05 in Asia Giappone

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Giappone limiterà la concessione dei permessi per il lavoro ai richiedenti asilo nel Paese a partire da lunedì 15 gennaio, irrigidendo ulteriormente il suo sistema di gestione dei rifugiati, secondo quanto riferito dal Ministero della Giustizia.

La decisione di limitare la possibilità di lavorare in Giappone dei richiedenti asilo contribuirà a rendere ancora più rigido un sistema di gestione dei rifugiati che è già considerato tra i più duri al mondo. Dal gennaio al settembre 2017, il Giappone ha accettato 10 domande di asilo. Da lunedì 15 gennaio, il diritto al lavoro sarà limitato soltanto ai rifugiati considerati “in bona fide” dal Giappone, mentre i richiedenti che hanno già presentato domande in passato e coloro che non superano i controlli iniziali dovranno rimanere nei centri di detenzione alla scadenza dei loro permessi di soggiorno in Giappone. Queste sono le informazioni diffuse dal Ministro della Giustizia di Tokyo, venerdì 12 gennaio. I cambiamenti, ha affermato il ministro Yoko Kamikawa, non significano che “il governo in futuro non sarà maggiormente riluttante ad accettare i rifugiati”.

Attualmente, i richiedenti asilo in possesso di un visto di ingresso nel Paese valido ricevono un permesso rinnovabile che permette loro di lavorare mentre le loro richieste di asilo vengono valutate. La ragione per cui questo sistema è stato modificato è che il governo ritiene il Paese ricevesse un numero troppo alto di richieste di asilo e che queste venissero utilizzate come strumento per ottenere permessi di lavoro.

Il numero dei richiedenti asilo in Giappone è cresciuto stabilmente negli ultimi anni. Da gennaio a settembre 2017, Tokyo ha ricevuto più di 14 mila domande, un numero che rappresenta un incremento dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati diffusi dal Ministero della Giustizia. Con il nuovo sistema in vigore dal 15 gennaio, il 60% di coloro che hanno fatto domanda di asilo non rientrerebbe nel criterio di “bona fide”, dunque non sarebbe eleggibile per il permesso di lavoro. I cambiamenti saranno applicati alle domande presentante a partire da lunedì, mentre coloro che hanno ottenuto il permesso di lavoro e sono in attesa che la loro domanda venga valutata, potranno continuare a lavorare fino ad allora.

Gli attivisti per i diritti umani dei rifugiati guardano con attenzione alla riforma del sistema giapponese. Tokyo deve far fronte a una significativa scarsità di forza lavoro, ma non accetta lavoratori provenienti dall’estero, per questo ha deciso di modificare il sistema di gestione dei rifugiati, secondo Eri Ishikawa, dell’Associazione del Giappone per i Rifugiati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.