Austria: nuove proteste contro il governo di estrema destra

Pubblicato il 14 gennaio 2018 alle 12:37 in Austria Europa

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Migliaia di persone si sono riversate per le strade di Vienna per protestare contro la nuova coalizione di estrema destra al governo.

Sabato 13 gennaio, circa 20.000 cittadini viennesi hanno manifestato nella Heldenplatz, una piazza al centro di Vienna, chiedendo al resto dell’Europa di boicottare il nuovo governo austriaco, impedendo che l’Austria prenda la presidenza all’Unione Europea nella seconda metà del 2018. Alle proteste hanno partecipato studenti, gruppi di sinistra, pensionati che si sono autodefiniti “Nonni Contro la Destra” e altri, che durante la manifestazione hanno mostrato cartelloni che riportavano lo slogan “Non lasciate che i nazisti governino”.

La coalizione al potere si è formata il 15 dicembre 2017 ed è composta dal Partito Popolare Austriaco e dal Partito delle Libertà Austriaco. Quest’ultimo sostiene una visione di estrema destra e spesso ha portato avanti politiche contro i musulmani, i rifugiati, l’immigrazione e l’istituzione europea. Il Partito delle Libertà è stato fondato nel 1956 da Anton Reinthaller, un ex funzionario nazista e membro dei paramilitari delle SS durante la Seconda Guerra Mondiale.

Negli ultimi anni, tuttavia, il partito ha cercato di distanziarsi da visioni neo-naziste e xenofobe. Nonostante questi intenti, l’opposizione accusa ancora la propria controparte politica di essere razzista, sessista e antisemita. Il nuovo governo è guidato dal più giovane leader europeo, il cancelliere Sebastian Kurz, di soli trentuno anni. Dopo l’annuncio della creazione della coalizione, nella capitale era stata organizzata un’altra protesta, di dimensioni ridotte rispetto a quella di sabato 13 gennaio.

Benjamin Abtan, il presidente dell’European Grassroots Antiracist Movement (EGAM), un’associazione fondata a Parigi nel 2010 con l’obiettivo di combattere il razzismo, l’antisemitismo e il populismo in Europa, ha dichiarato che il Partito delle Libertà austriaco è “il nemico della democrazia” e che i suoi membri sono “estremamente radicali”. Abtan ha citato l’esempio del ministro degli Interni austriaco, Herbert Kickl, del Partito delle Libertà, che la settimana passata aveva dichiarato che i richiedenti asilo dovrebbero essere “concentrati” in centri specializzati per aiutare le autorità a esaminare le loro richieste più velocemente. Il suggerimento ai campi di concentramento nazisti aveva scatenato una serie di proteste in Austria. Tuttavia, un membro senior del partito, Norbert Hofer, sabato 13 dicembre ha dichiarato che il commento di Kickl non era intenzionale, e che nel gestire i richiedenti asilo saranno rispettati tutti i diritti umani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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