USA-Iran: nuove sanzioni e tensioni sull’accordo nucleare

Pubblicato il 13 gennaio 2018 alle 19:23 in Iran USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a 14 aziende e individui iraniani. Dal canto suo, il ministro degli Esteri iraniano redarguisce Trump specificando che l’accordo sul nucleare non è negoziabile.

Venerdì 12 gennaio, gli Stati Uniti hanno varato nuove misure contro 14 tra aziende e individui iraniani a causa di violazioni dei diritti umani, censura e sostegno del programma missilistico nazionale. Tra i sanzionati figura l’Ayatollah Sadeq Larijani, a capo del sistema giudiziario del Paese. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione in cui si legge che l’Ayatollah Larijani, stretto alleato della Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, è “responsabile di ordinare, controllare, o altresì dirigere il compimento di gravi violazioni di diritti umani contro persone in Iran o cittadini o residenti iraniani”. Inoltre, un’azienda cinese è stata sanzionata poiché ha agito per conto della Wuhan Sanjiang Import and Export Co LTD, che è già sottoposta a sanzioni per aver intrattenuto scambi commerciali con una compagnia iraniana di proprietà e controllo dell’esercito. Altri enti sanzionati comprendono una seconda società con base in Cina, la Bochuang Ceramic Corp, e la compagnia iraniana che quest’ultima ha tentato di rifornire con un composto chimico usato per la trasmissione di segnali elettrici.

Tali sanzioni vanno ad acuire le recenti tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti, che oggi hanno rischiato di sfociare nella compromissione dell’accordo sul nucleare del 14 luglio 2015, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). Infatti, se il presidente Trump non avesse deciso di estendere la sospensione delle sanzioni contro l’Iran, che scadeva oggi sabato 13 gennaio 2018, l’accordo nucleare sarebbe stato a rischio. A esortare il presidente americano a rispettare la scadenza sono stati sia i principali collaboratori interni in materia di sicurezza, tra cui il segretario di Stato Rex Tillerson e il segretario alla Difesa Jim Mattis, sia gli alleati europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, tramite una telefonata ufficiale, e seppure indirettamente i ministri degli Esteri di Iran, Francia, Germania e Inghilterra, che si sono riuniti a Bruxelles con l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, per confermare il loro supporto al JCPOA.

Nella giornata di venerdì 12 gennaio, dopo che Trump ha ufficializzato di sospendere le sanzioni nucleari contro l’Iran “per l’ultima volta” per dar modo a Washington e agli alleati europei di modificare quelli che ha definito “terribili errori” dell’accordo nucleare, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è scagliato contro tale affermazione, che secondo lui andrebbe a minare il solido accordo multilaterale, in quanto l’accordo non è rinegoziabile. Nel comunicato pubblicato su Twitter, Zarif ha citato i paragrafi 26, 28 e 29 del JCPOA, che a suo dire il presidente americano tenta di violare indiscriminatamente. Il ministro ha concluso che invece di ripetere una retorica trita, gli Stati Uniti devono iniziare a rispettare pienamente e conformemente le norme sancite dall’accordo, come fa l’Iran.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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