Turchia: Erdogan afferma che sconfiggerà le milizie curde ad Afrin

Pubblicato il 13 gennaio 2018 alle 17:25 in Medio Oriente Turchia

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Il presidente della Turchia, Tayyip Erdogan, ha affermato che l’incursione dell’esercito turco nella provincia siriana settentrionale di Idlib sgominerà le forze curde che controllano la confinante regione di Afrin.

Sabato 13 gennaio 2018, nella città turca orientale di Elazig, si è tenuto un congresso del partito turco al potere, il conservatore Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP); in tale occasione, il presidente Erdogan, a capo del partito, ha affermato che se i terroristi ad Afrin non si arrendono, li abbatterà con la forza. A suo avviso, l’Unità di Protezione Popolare, a maggioranza curda, intende creare un “corridoio del terrore” lungo il confine settentrionale della Turchia, collegando Afrin con una regione situata a est della provincia e ampiamente controllata dai curdi. Le parole del presidente turco hanno inoltre reso noto che l’operazione Scudo dell’Eufrate è riuscita a spezzare questo corridoio a metà, tramite un’offensiva avvenuta nottetempo che ha colto gli avversari alla sprovvista. Inoltre Erdogan ha affermato che, tramite l’operazione Idlib, anche l’ala occidentale del corridoio, che passa per Afrin, sta collassando sotto l’attacco turco. Il capo di Stato turco è inoltre fiducioso che l’esercito nazionale riuscirà a cacciare le milizie curde da Manbij, cittadina a maggioranza araba che si trova a ovest dell’Eufrate. Da tempo la Turchia ha chiesto che i combattenti curdi si ritirino a est del fiume. Qualora ciò non avvenga, Erdogan si è detto deciso a prendere la situazione in mano finché non rimarranno più terroristi, affermando che in una sola settimana le altre milizie vedranno di cosa è capace l’esercito turco. Infine, criticando gli Stati Uniti e i loro aiuti ai curdi in termini di armamenti bellici, il presidente turco ha affermato che l’America ha inviato 4.900 camion e oltre 2.000 aerei carichi di armi in Siria, e che un comportamento del genere non è proprio di un Paese che si definisce alleato.

Le milizie dell’Unità di Protezione Popolare curda, dal canto loro, hanno reso noto che nella giornata di sabato le forze turche presenti in Siria hanno lanciato numerose bombe dirette contro i villaggi di Afrin, nella provincia settentrionale siriana di Aleppo, senza provocare feriti. Rojhat Roj, il portavoce delle milizie curde sul territorio, ha informato l’agenzia di stampa Reuters che i bombardamenti sono avvenuti a Dar Taizaah e a Qalat Seman, zone dove le truppe turche sono state dispiegate nel quadro dell’accordo con la Russia e l’Iran. Stando a Roj, al momento l’Unità di Protezione Popolare non sta rispondendo all’offensiva turca.

Le truppe del governo turco sono entrate a Idlib l’8 ottobre 2017, in seguito a un accordo stretto con la Russia e l’Iran e volto a sedare i combattimenti in Siria tra le forze favorevoli al governo e quelle dei ribelli nella più grande regione della Siria rimasta ancora in mano agli insurrezionisti. Gli accampamenti turchi in Siria sono vicini alla linea di confine tra il territorio che è in mano ai ribelli arabi e la regione di Afrin, controllata dai curdi.

Nel 2016 la Turchia ha dato il via all’offensiva militare chiamata Scudo dell’Eufrate, nella Siria settentrionale, per allontanare lo Stato Islamico dal confine nazionale e creare un cuscinetto tra le regioni controllate dai curdi.
La Turchia è stata uno dei principali alleati dei ribelli impegnati nella guerra civile per rovesciare il governo del presidente siriano Bashar al-Assad, ma è al contempo allarmata dalla crescente forza delle milizie curde, che secondo Ankara sono collegate ai militanti curdi che combattono nella Turchia sud-orientale. Il Paese ha inoltre criticato gli Stati Uniti per aver fornito armi all’Unità di Protezione Popolare curda e ai combattenti arabi impegnati nelle Forze Democratiche Siriane, che hanno scacciato l’ISIS da Raqqa e da altre città siriane.

Le Forze Democratiche Siriane sono un’alleanza di truppe curde e arabe sostenuta dagli Stati Uniti e in aperta opposizione con il presidente siriano Assad.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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