ONU: nuove stime sulle violazioni dei diritti umani in Yemen

Pubblicato il 13 gennaio 2018 alle 11:46 in Medio Oriente Yemen

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Un rapporto dell’ONU ha indagato le violazioni dei diritti umani legate all’intervento di Paesi terzi in Yemen, mettendo in luce l’enorme numero di civili morti nei raid aerei effettuati dalla coalizione araba a guida saudita.

Il comitato delle Nazioni Unite ha esaminato 10 raid aerei che sono avvenuti nell’arco del 2017 uccidendo un totale di 157 persone. Secondo Al Jazeera, che ha ottenuto una copia del rapporto recentemente stilato, i bersagli dei bombardamenti aerei includerebbero anche un barcone di migranti, cinque strutture residenziali, un motel, un veicolo e alcune forze governative. Il gruppo investigativo dell’ONU ha affermato di aver sollecitato la coalizione araba a guida saudita per ottenere informazioni più dettagliate circa il movente di tali bersagli, senza ottenere risposta. Il rapporto rivela che gli attacchi sono stati effettuati con munizioni a guida di precisione, perciò è probabile che i target colpiti nei raid siano stati presi di mira intenzionalmente. Stando al documento, sebbene in alcuni casi la coalizione araba abbia preso come bersaglio obiettivi militari legittimi, è tuttavia altamente improbabile che durante gli attacchi siano sempre stati rispettati i principii di proporzionalità e precauzione sanciti dal diritto internazionale umanitario. Il resoconto evidenzia inoltre un sistematico e diffuso schema di arresti arbitrari, privazione delle libertà individuali e sparizioni forzate, e denuncia le pratiche disumane adottate negli accampamenti degli Emirati Arabi Uniti, dove si utilizza la tortura. Tramite l’indagine di 12 casi di prigionieri di guerra in tali accampamenti, il comitato ONU ha riferito di percosse, elettrocuzione, sospensione alla corda, uso della “gabbia” – esposizione alla luce del sole dentro una cella – e privazione di cure mediche.
Il comitato ha concluso che le forze di Paesi terzi sovvenzionate e armate dalla coalizione araba rappresentano una minaccia alla pace, alla sicurezza e alla stabilità dello Yemen, e acuiranno la fragilità del Paese molto più di quanto possano aiutarlo a rinsaldarsi. Inoltre, la secessione delle regioni meridionali dello Yemen rischia di concretizzarsi, in parte per via del prolungato stato di guerra, in parte per via degli scarsi progressi militari e delle fratture interne al Paese che sono emerse.
In merito al presunto rifornimento di armi iraniane ai ribelli Houthi, il gruppo d’indagine delle Nazioni Unite ha rinvenuto residui bellici e equipaggiamento militare di origine iraniana, nonostante l’embargo sulle armi che grava sul Paese.

Dal canto suo la coalizione araba, già accusata dalle Nazioni Unite di simili violazioni, ha precedentemente affermato di aver rispettato i più alti standard fissati dal diritto internazionale.

Secondo le stime dell’ONU, dall’inizio della guerra civile in Yemen, scoppiata il 22 marzo 2015, a oggi sono state uccise oltre 10mila persone. A marzo del 2015, una coalizione a guida saudita ha dato il via a una violenta campagna aerea ai danni degli Houthi, nel tentativo di ripristinare il governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi.
Le Nazioni Unite hanno riferito che la responsabilità principale della morte di oltre 5mila civili è da imputare alla coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita, della quale gli Emirati Arabi Uniti fanno parte. Il Commissario per i diritti umani all’ONU, Zeid Raad al-Hussein, aveva richiesto il permesso per l’avvio di un’indagine indipendente circa le violazioni che stanno avvenendo in Yemen tre anni fa; nel 2017, la comunità internazionale glielo aveva infine accordato. Nel mese di settembre 2017, i Paesi Bassi e il Canada hanno presentato la prima bozza di una risoluzione volta a istituire una commissione internazionale per indagare simili abusi dei diritti umani e assicurarsi che i perpetratori di tali violenze contro l’umanità siano responsabili delle azioni commesse. La risoluzione è stata approvata nel mese di dicembre, dopo aver ricevuto l’appoggio della Cina.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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