Il Canada accoglie la possibile estensione di Trump dei negoziati sul NAFTA

Pubblicato il 13 gennaio 2018 alle 14:37 in Messico USA e Canada

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Il Canada ha accolto positivamente l’eventualità, suggerita dal presidente americano Donald Trump, di estendere la durata delle trattative volte a perfezionare il NAFTA, l’Accordo nordamericano per il libero scambio.

Venerdì 12 gennaio, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha affermato di sentirsi ottimista in merito agli sviluppi che determineranno il futuro del North American Free Trade Agreement (NAFTA), il trattato di libero scambio commerciale stipulato tra Stati Uniti, Canada e Messico nel 1992 ed entrato ufficialmente in vigore il primo dell’anno del 1994. Secondo il premier canadese, i tre Paesi riusciranno a trovare un accordo sulle migliorie da apportare al NAFTA; Trudeau ha però ribadito che il Canada valuterà attentamente le proposte, e non si limiterà ad accettare qualsiasi condizione del caso.

Nella giornata di giovedì 11 gennaio, il presidente americano Donald Trump – pur confermando di essere pronto ad annunciare la fuoriuscita degli Stati Uniti dal trattato qualora non si arrivi a un accordo per modificare profondamente la natura del NAFTA – ha lasciato intendere una certa apertura affermando di essere “un po’ flessibile” fino a dopo le elezioni presidenziali messicane, previste per il primo luglio 2018, poiché a suo dire è difficile negoziare molti aspetti prima di tale evento. Ciò implicherebbe l’estensione dei negoziati sul NAFTA, la cui scadenza era stata inizialmente fissata entro la fine di marzo.
Il ministro degli Affari Esteri del Canada, Chrystia Freeland, ha commentato i recenti sviluppi tra i due Paesi affermando che il Canada ha sempre ritenuto non fossero necessarie imposizioni di termini e scadenze ‘artificiali’, e dunque a suo avviso la proposta del presidente Trump è costruttiva e di buon senso, giacché tutte le parti interessate sono coscienti della delicatezza del momento elettorale per il Messico.

Il Canada e il Messico si rifiutano di esaudire le richieste statunitensi di istituire regole più rigide sulla provenienza dei beni NAFTA, con l’obiettivo di fissare livelli minimi sulle componenti delle automobili americane: l’Amministrazione Trump chiede che almeno il 50% delle componenti di un’auto sia prodotto negli Stati Uniti. Se tale clausola non sarà soddisfatta, il presidente americano – che ha recentemente definito il NAFTA come il “peggior accordo di sempre stipulato dagli Stati Uniti” – ha fatto capire di essere pronto ad attuare il procedimento per uscire dal trattato. In tal proposito, il ministro canadese Freeland ha affermato che il suo Paese è arrivato all’ideazione di alcune soluzioni creative, che proporrà nella speranza di superare l’impasse dei negoziati tra i due Stati membri. Anche il Messico aveva indicato di essere disposto a compromessi.

L’Accordo nordamericano per il libero scambio stipulato tra Stati Uniti, Canada e Messico è modellato sul già esistente accordo di libero commercio tra Canada e Stati Uniti (FTA), che a sua volta si ispira al modello dell’Unione europea.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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