Giordania: aiuti umanitari ai siriani bloccati nella “terra di nessuno”

Pubblicato il 13 gennaio 2018 alle 6:03 in Giordania Medio Oriente

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La Giordania invierà aiuti umanitari a decine di migliaia di siriani bloccati in una “terra di nessuno”, tra la Giordania e la Siria, secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero degli Esteri, Mohammed Al-Kayed.

Circa 55 mila siriani, in fuga dalla guerra civile, scoppiata il 15 marzo 2011, si sono rifugiati in “una terra di nessuno”, un’area desertica al confine tra la Siria e la Giordania, un territorio demilitarizzato, che è stato adibito a campo profughi non ufficiale, il cosiddetto campo di Rukban. I siriani sono rimasti imprigionati in questo luogo a causa della chiusura dei confini tra Giordania e Siria, avvenuta il 21 giugno 2016, in seguito all’esplosione di un’autobomba vicino a un avamposto giordano. L’attentato, rivendicato dallo Stato Islamico, aveva causato la morte di 6 soldati e il ferimento di altri 14.

Dal momento che il loro rifugio è situato a metà tra il territorio siriano e quello giordano, non completamente fuori dalla Siria, ma nemmeno totalmente all’interno della Giordania, i siriani che si sono stabiliti in questo territorio non hanno né lo status ufficiale di rifugiati né quello di sfollati interni. A ciò si aggiunga che la chiusura dei confini tra i due Paesi ha reso molto complesso l’arrivo di aiuti umanitari nel territorio e ha limitato le capacità delle agenzie umanitarie di svolgere il proprio lavoro. La posizione non chiara del campo di Rukban, a metà tra la Giordania e la Siria, infine ha fatto sì che Damasco e Amman si rimpallassero le responsabilità. Da un lato, il ministro degli Affari Esteri giordano, Ayman Safadi, l’8 ottobre 2017, aveva dichiarato che il campo di Rukban “non sarà mai responsabilità della Giordania”, dall’altro il governo siriano non ha mai garantito l’invio di aiuti nel territorio. Le condizioni di vita nel campo di Rukban sono pessime e sono destinate a peggiorare a causa delle basse temperature invernali. Le persone vivono in tende di fortuna e capanne di fango e, spesso, non hanno a disposizione acqua potabile per giorni, con conseguenze disastrose per la salute.

Domenica 7 gennaio, il portavoce del Ministero degli Esteri giordano ha dichiarato che il proprio Paese ha deciso di inviare aiuti umanitari ai siriani bloccati in questa terra di nessuno, rispondendo a una richiesta avanzata dalle Nazioni Unite. In tale contesto, Al-Kayed ha chiarito che si tratta di un’operazione una tantum, ma non ha fornito alcun dettaglio in merito alla tipologia e alla quantità degli aiuti né alla modalità e ai tempi di consegna.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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