Trump tuona contro i migranti provenienti da El Salvador, Haiti e dall’Africa

Pubblicato il 12 gennaio 2018 alle 14:38 in Immigrazione USA e Canada

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Le ultime affermazioni shock di Donald Trump in merito all’immigrazione hanno scatenato un’ondata di polemiche sui media internazionali.

Secondo quanto riportato, nel corso di un meeting nell’Ufficio Ovale, giovedì 11 gennaio, Trump avrebbe chiesto membri del Congresso presenti perché Washington avrebbe dovuto accettare migranti provenienti da “Paesi cesso”. L’incontro era stato organizzato per discutere sulla recente decisione dell’amministrazione di revocare il permesso di soggiorno a più di 200,000 cittadini di El Salvador che vivono da anni negli USA grazie al programma Temporary Protected Status (TPS), che permette ai cittadini dei Paesi affetti da gravi disastri ambientali o guerre civili di vivere e lavorare legalmente negli USA, per un dato periodo di tempo, fino a che le condizioni dello Stato di origine non torneranno stabili e sicure. I membri del Congresso e i giuristi presenti alla riunione nell’Ufficio Ovale volevano chiedere al presidente di riconsiderare la decisione e di estendere la protezione non solo ai migranti dei paesi dell’America centrale, ma anche quelli africani. Il Washington Post, che è stato il primo quotidiano americano a riportare le parole del leader della Casa Bianca, ha spiegato che Trump avrebbe suggerito di adottare politiche migratorie più favorevoli per i cittadini asiatici ed europei, in quanto, a suo avviso, aiuterebbero maggiormente l’economia americana.

Il New York Times spiega che i commenti di Trump sono un esempio della sua inclinazione a fare commenti razzisti e denigranti nei confronti degli immigrati. Fin dalla propria campagna elettorale, il presidente aveva annunciato di voler adottare una linea dura nei confronti dell’immigrazione, al fine di rendere gli Stati Uniti un Paese più sicuro. Oltre all’emanazione dei bandi anti-migranti, tale promessa si è concretizzata, il 6 settembre 2017, con l’abrogazione del programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), volto a evitare la deportazione dei giovani clandestini giunti negli Stati Uniti da bambini. Il DACA, o “programma per i sognatori”, era stato adottato nel 2012 dalla precedente amministrazione di Barack Obama, con l’intento di permettere ai giovani immigrati di poter lavorare legalmente negli USA. Queste mosse avevano già sollevato diverse critiche, soprattutto da parte dei democratici e dei difensori dei diritti umani, i quali ritengono la posizione di Trump troppo dura.

I commenti dell’Ufficio Ovale hanno prodotto reazioni contrarie non solo tra i democratici, ma anche tra i repubblicani. Luiss Gutierrez, ad esempio, ha affermato che i commenti di Trump si rifletteranno negativamente sulla fiducia che il popolo americano ha in lui in merito alle politiche migratorie. “A una proposta avanzata dai repubblicani e dai democratici il presidente ha risposto con parole razziste, come possiamo prenderlo sul serio?”, ha riferito Gutierrez. Un altro repubblicano, presidente del Congressional Black Caucus, Cedric L. Richmond, ha definito le affermazioni del presidente un’ulteriore prova della sua volontà di voler rendere l’America non solo grande di nuovo, ma anche “bianca”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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