Palestina: la PLO risponderà alle dichiarazioni di Trump su Gerusalemme

Pubblicato il 12 gennaio 2018 alle 18:24 in Israele Palestina USA e Canada

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I leader palestinesi si riuniranno per formulare una strategia in risposta alla decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

L’incontro si terrà domenica 14 gennaio, nella città di Ramallah, in Cisgiordania, e verrà aperto dal presidente del Paese, Mahmud Abbas. I leader che prenderanno parte alla riunione sono 121, tutte personalità di alto livello dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (PLO), l’organo di rappresentanza del popolo palestinese riconosciuto a livello internazionale. Alla conferenza è stato altresì invitato il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina e il movimento Hamas, ma la loro partecipazione non è stata confermata.

Uno dei funzionari senior dell’Organizzazione, Ahmed Majdalani, ha dichiarato che durante l’incontro verranno discusse diverse opzioni. I leader potrebbero accusare il governo di Tel Aviv di non aver rispettato gli accordi, oppure potrebbero decidere di ridefinire la relazione con lo Stato ebraico. Inoltre, secondo Al-Monitor, tra le possibilità verrà altresì considerata la potenziale sospensione del riconoscimento di Israele da parte della PLO. Questa decisione potrebbe mettere in pericolo anni di accordi raggiunti con Tel Aviv, minacciando la sicurezza del territorio e i tentativi di pace fra i due popoli. L’Organizzazione aveva riconosciuto Israele il 9 settembre 1993, con la firma degli Accordi di Oslo, ai quali presero parte l’ex premier israeliano, Yitzhak Rabin, l’ex presidente statunitense, Bill Clinton, e l’ex presidente della PLO, Yasser Arafat. In base a questi accordi, l’area avrebbe dovuto essere gestita in modo tale da portare alla creazione, entro 5 anni, dello Stato indipendente della Palestina. Durante l’incontro di domenica verrà fatto un briefing della situazione, ripercorrendo ciò che era stato stabilito con i trattati di Oslo.

Gerusalemme Est è rivendicata sia da Israele che dalla Palestina come capitale del proprio Stato. A livello internazionale, lo status della zona è quello di territorio occupato, secondo quanto sancito dalla Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, emanata il 22 novembre 1967. Tuttavia, gli israeliani rivendicano l’intera Gerusalemme come capitale de facto del loro Paese. I palestinesi, invece, rivendicano la Città Santa come capoluogo del futuro Stato di Palestina.

Il 6 dicembre 2017, in un discorso pronunciato alla Casa Bianca, Trump aveva annunciato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e aveva comunicato di aver avviato le pratiche per lo spostamento dell’ambasciata statunitense nella Città Santa. La mossa aveva scatenato proteste in tutto il mondo e inasprito il conflitto tra israeliani e palestinesi. L’ufficio della PLO di Washington era stato chiuso, poiché l’amministrazione del presidente non aveva annunciato pubblicamente il suo supporto per la creazione di uno Stato indipendente per la Palestina.

Alcuni membri delle Nazioni Unite avevano in seguito proposto una Risoluzione che avrebbe respinto la decisione di Trump. Il 18 dicembre 2017, la mozione era stata sottoposta al voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma gli Stati Uniti avevano esercitato il diritto di veto, non facendola passare. In seguito, il 21 dicembre, il documento era stato approvato in maniera non vincolante dall’Assemblea Generale dell’Onu. In seguito a questo voto, infatti, gli Stati Uniti avevano riferito che non avrebbero cambiato idea sullo spostamento dell’ambasciata. Abbas aveva allora dichiarato che non avrebbe più tollerato Washington come mediatore nelle trattative per terminare il conflitto tra Israele e Palestina. Majdalani ha dichiarato che richiederanno alle Nazioni Unite di guidare il futuro processo di pace.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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