Gentiloni e Macron: nuovo trattato italo-francese

Pubblicato il 12 gennaio 2018 alle 7:32 in Francia Italia

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Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno annunciato la redazione di un trattato bilaterale di cooperazione tra Italia e Francia, sul modello di quello del 1963 tra Parigi e Berlino che instaurò una collaborazione sistematica tra i due Paesi.

L’idea era stata avanzata da Gentiloni in occasione del vertice italo-francese a Lione, lo scorso 28 settembre. L’obiettivo del trattato sarebbe quello di organizzare consultazioni bilaterali più coordinate su diverse questioni di interesse comune a Italia e Francia, tra cui il settore industriale, culturale, militare e della difesa. Durante la conferenza stampa successiva all’incontro con Macron, Gentiloni ha affermato Roma ha rapporti stretti con Parigi e, a suo avviso, è molto importante dare una cornice più stabile e ambiziosa alle relazioni storiche tra i due Paesi. “Cooperiamo da sempre in modo straordinario, ma siamo convinti che il trattato possa rendere ancora più forti e sistematiche le nostre relazioni”, ha concluso il premier italiano, spiegando che il patto deve essere visto come un contributo creativo per il futuro dell’Unione Europea. Dall’altra parte, Macron ha spiegato che Italia e Francia hanno stabilito un gruppo di collaborazione di alto livello per poter concludere il trattato, con l’auspicio che il 2018 sia un anno utile e di rifondazione per l’Europa. Il presidente francese si è altresì detto molto felice di aver lavorato a stretto contatto con Gentiloni, consentendo di avviare una nuova dinamica a livello europeo. Macron è arrivato a Roma il 10 gennaio per partecipare al quarto summit dei Paesi del Sud dell’Unione Europea, in occasione del quale i leader di Italia, Francia, Spagna, Malta, Cipro, Grecia e Portogallo si sono riuniti per discutere sull’immigrazione e su questioni economiche relative all’Unione. Prima della conferenza stampa con il premier italiano, l’11 gennaio, Macron ha incontrato anche il presidente della repubblica, Sergio Mattarella.

Macron e Gentiloni si erano incontrati anche lo scorso 13 dicembre, durante il summit per il nuovo corpo antiterrorismo G5 Sahel, presso La-Celle-Saint-Cloud, vicino a Parigi. Tale organo, composto da 5,000 ufficiali originari del Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, ha la funzione di contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni terroristiche. Lo scopo del summit in Francia era stato quello di spingere altri Paesi a contribuire al finanziamento del nuovo corpo antiterrorismo, così da permettere lo svolgimento di operazioni contro gli estremisti della regione. Il G5 Sahel è molto importante per Macron, il quale considera il suo futuro funzionamento come una strategia a lungo termine per le truppe francesi stesse, presenti in Mali dal 2013, dove intervennero per eliminare i militanti di al-Qaeda che avevano tentato di prendere il controllo del governo di Bamako, infiltrandosi nella ribellione dei Tuareg. In linea con la sua posizione, Gentiloni, durante il summit del 13 dicembre, ha annunciato che l’Italia avrebbe trasferito 500 soldati e 150 veicoli militari dall’Iraq al Niger per contribuire alla lotta contro il terrorismo e il traffico di esseri umani nella regione del Sahel. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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