Egitto: distrutte le postazioni dei jihadisti nel Sinai

Pubblicato il 12 gennaio 2018 alle 6:03 in Africa Egitto

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L’esercito egiziano ha annunciato la distruzione di alcune postazioni dei terroristi nel Sinai centrale, all’interno di una campagna contro i gruppi armati attivi nell’area.

In un comunicato emanato giovedì 11 gennaio, il portavoce dell’esercito, il colonnello Tamer El-Rifai, ha dichiarato che i propri soldati hanno distrutto numerosi covi utilizzati dai terroristi per nascondere e immagazzinare i propri beni”, oltre a due dispositivi esplosivi, un’automobile e 5 motocicli, nel contesto degli sforzi mirati a “eliminare i terroristi e i criminali nel Sinai centrale”.

Qualche giorno prima, martedì 9 gennaio, il Ministero dell’Interno egiziano aveva riferito che la polizia egiziana aveva ucciso 8 terroristi, affiliati al gruppo “Stato del Sinai”, accusati di essere stati coinvolti in alcuni attacchi terroristici perpetrati nel territorio, in un raid contro un campo di addestramento situato nei pressi di Al-Arish, capoluogo del governatorato del Sinai del Nord.

Nella penisola del Sinai è molto attivo un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, che si autodefinisce “Stato del Sinai”. Il gruppo ha più volte rivendicato la paternità di attacchi terroristici avvenuti nell’area contro le forze della polizia egiziana. Proprio per far fronte alla minaccia terroristica e ristabilire la sicurezza nel proprio territorio nazionale, il 29 novembre, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, aveva ordinato al proprio esercito di utilizzare tutta la forza necessaria per rendere sicura la penisola del Sinai entro 3 mesi. In tale contesto, il presidente starebbe valutando altresì la possibilità di armare le tribù beduine che vivono nella penisola del Sinai e che desiderano avere un ruolo attivo nella lotta la terrorismo.

In Egitto è in vigore lo stato di emergenza dal 10 aprile 2017. Il 2 gennaio, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha esteso tale misura per il periodo di 3 mesi, a causa del persistere della situazione di instabilità nel territorio. Inizialmente, Al-Sisi aveva imposto lo stato di emergenza nel Sinai del Nord il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile 2017, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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