Brasile: l’esercito a Porto Alegre per il processo a Lula

Pubblicato il 12 gennaio 2018 alle 6:02 in America Latina Brasile

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Il sindaco di Porto Alegre ha chiesto ufficialmente al governo federale brasiliano di inviare l’esercito nella città il prossimo 24 gennaio. In quella data, infatti, è previsto il processo d’appello contro l’ex presidente Luiz Ignacio ‘Lula’ da Silva.

Le autorità locali hanno riferito che la forza pubblica cittadina non sarebbe in grado di gestire l’ordine pubblico.

Nelson Marchezan Júnior, sindaco di Porto Alegre, ha chiesto al presidente Temer, al ministro della difesa Jungmann e al governatore dello stato di Rio Grande do Sul José Ivo Sartori di “proteggere vite e beni pubblici e privati” inviando l’esercito.

Marchezan teme che, indipendentemente dal verdetto, si possa scatenare la furia della folla. La condanna di Lula porrebbe una pietra tombale sulle aspirazioni dell’ex presidente a tornare alla guida del paese, mentre un’assoluzione scatenerebbe l’ira dei suoi avversari.

Lula, come i suoi successori Dilma Rousseff e Michel Temer, è implicato negli scandali Petrobras e Odebrecht, che hanno sconvolto il sistema politico brasiliano e coinvolto capi di stato e di governo di numerosi paesi dell’America Latina e anche dell’Africa lusofona.

Condannato in prima istanza a 9 anni e 6 mesi di carcere e al sequestro di beni per corruzione e abuso d’ufficio, Lula rimane a tutt’oggi il favorito per le elezioni presidenziali del prossimo ottobre. Il rischio, tuttavia, è che il carismatico ex presidente venga trasferito direttamente in galera al termine del processo di Porto Alegre, determinando così la fine della sua carriera politica.

Per evitare incidenti ulteriori, il tribunale ha stabilito che Lula dovrà seguire il processo da San Paolo, senza recarsi a Porto Alegre.

Movimenti sindacali vicini al Partido dos Trabalhadores, la formazione di Lula, tuttavia hanno già convocato manifestazioni e proteste per il 24 gennaio a Porto Alegre, mentre un movimento contadino aveva organizzato sin dai giorni scorsi un accampamento nei pressi del tribunale in sostegno dell’ex presidente, sgomberato poi della polizia.

Lo scorso mese di maggio, quando Lula fu interrogato nella città di Curitiba, diverse arterie nei pressi del tribunale locale vennero chiuse, le autorità proclamarono festivo il giorno dell’interrogatorio e i giorni immediatamente precedenti, invitando la popolazione a rimanere in casa a meno che non fosse strettamente necessario. Misure simili sono attese per i prossimi giorni a Porto Alegre.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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