Taiwan: più budget per la difesa anti-Cina

Pubblicato il 11 gennaio 2018 alle 21:12 in Asia Taiwan

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Taiwan lavora a un incremento del budget per la difesa nazionale e punta a dotarsi di armamenti di ultima generazione che possano fare da deterrente a un eventuale tentativo di “riportare l’isola sotto il controllo del Continente con la forza” da parte di Pechino.

Il Partito Democratico Progressivo (DPP) guidato dalla presidente in carica Tsai Ing-wen sta lavorando al piano di budget per la difesa dell’isola di Taiwan fino al 2025, secondo quanto riportato da due ufficiali taiwanesi.

Il governo mira ad incrementare gli investimenti nei programmi di addestramento e nelle dotazioni militari tra cui figurano nuovi missili, droni e sistemi di warfare elettronici, nonché nuovi aerei da guerra e sistemi di difesa anti-missile, secondo quanto riportato da un comunicato del Ministero per la Difesa Nazionale taiwanese.

La maggior parte dei nuovi armamenti, tranne gli 8 sottomarini che verranno costruiti localmente, proverranno dagli accordi per le forniture militari in essere con gli Stati Uniti. Le richieste da parte di Taiwan per gli Usa potrebbero contribuire ad aumentare la tensione tra Washington e Pechino, che ha già raggiunto un picco massimo con la pubblicazione del bilancio nazionale per la difesa Usa, il 12 dicembre 2017.

La Cina considera l’isola di Taiwan come una sua regione a statuto semi-autonomo, secondo il principio “una sola Cina”, che riconosce come unico governo legittimo per il popolo cinese quello di Pechino. Taiwan, però, gode di fatto di una amministrazione democraticamente eletta e indipendente da Pechino dal 1949, quando, alla fine della guerra civile, i leader del Partito Nazionalista si sono rifugiati sull’isola lasciando ai comunisti di Mao Zedong il continente.

“I sistemi di armamenti che la Cina vorrebbe tenere lontano dalle mani dei taiwanesi sono tre: sottomarini, jet da guerra e sistemi di difesa anti-missili balistici. Taiwan sta investendo proprio su tutti e tre”, ha dichiarato Ian Easton, ricercatore statunitense del Project 2049 Institute, che si occupa di questioni di sicurezza in Asia.

Nel mese di ottobre 2017, la presidente Tsai Ing-wen ha dichiarato che la spesa per la difesa aumenterà del 2% su base annua nei prossimi anni. Entro il 2025, il budget per i progetti legati alla difesa nazionale avrà registrato un incremento del 20% rispetto a quello odierno e ammonterà a 381, 7 miliardi di dollari taiwanesi. La Cina guaderà con attenzione alle misure intraprese dall’isola in materia di difesa, che segnano una netta rottura con i programmi dei governi che hanno preceduto quello di Tsai Ing-wen. In passato, ad amministrare Taiwan era il Partito Nazionalista – Guomindang – guidato da Ma Yingjiu leader considerato filo-cinese. Durante il mandato di Ma Yingjiu – dal 2009 al 2016 – il budget per la difesa è passando dal 3% precedente al 2,1% del Pil.

La Cina guarda con attenzione a quanto accade a Taiwan, soprattutto dall’elezione della presidente democratica e pro-autonomia totale dell’isola Tsai Ing-wen. Negli ultimi mesi sempre più spesso gli arei e le navi da guerra cinesi si sono avvicinati a Taiwan, mentre il governo taiwanese aumentava la spesa per la difesa del 7% nel solo 2017.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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