Siria: Ankara chiede la fine dei bombardamenti a Idlib

Pubblicato il 11 gennaio 2018 alle 8:17 in Siria Turchia

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La Turchia ha esortato la Russia e l’Iran a porre fine all’offensiva aerea delle forze del presidente siriano, Bashar Al-Assad, nel governato di Idlib, situato nel nord-ovest della Siria, al confine con la Turchia.

Mercoledì 10 gennaio, il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, ha fatto pressione a Mosca e a Teheran, i principali alleati del presidente Al-Assad nel conflitto siriano, affinché fermino i bombardamenti del regime contro il governatorato di Idlib. In tal senso, il ministro ha dichiarato: “L’Iran e la Russia dovrebbero adempiere alle loro responsabilità. Se sono garanti, e lo sono, dovrebbero fermare il regime. Non si tratta di una semplice offensiva aerea. Il regime sta avanzando all’interno di Idlib. Hanno altre intenzioni”.

Cavusoglu fa riferimento al fatto che, dopo la liberazione di tutte le città che erano sotto il controllo dello Stato Islamico nel territorio siriano, le truppe di Bashar Al-Assad, sostenute dai suoi alleati, hanno intrapreso una campagna mirata a riprendere possesso dei territori dell’opposizione siriana. Il governatorato di Idlib, in particolare, si trova quasi completamente sotto il controllo dei ribelli siriani, che lo governano insieme al gruppo Hayat Tahrir Al-Sham (HTS), conosciuto anche con il nome di Al-Qaeda in Siria, un gruppo jihadista di ideologia salafita, affiliato ad Al-Qaeda e coinvolto nella guerra civile siriana. Inoltre, Idlib fa parte delle zone cuscinetto stabilite dal quarto round dei negoziati di Astana, che si è tenuto nella capitale del Kazakistan il 3 e il 4 maggio 2017, e ha costituito un riparo per i ribelli scacciati dalle forze del regime in altre zone della Siria. In occasione dell’incontro di Astana, Iran, Russia e Turchia avevano stabilito che Mosca avrebbe avuto l’incarico di monitorare il rispetto del cessate il fuoco al di fuori del governatorato, mentre Ankara all’interno del territorio.

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri turco giungerebbero, dunque, nel contesto dell’adempimento del ruolo di garante del cessate il fuoco svolto dal Paese e del mantenimento della pace in Siria. Proprio al fine di far fronte a tale situazione, martedì 9 gennaio, Cavusoglu aveva convocato gli ambasciatori di Russia e Iran per discutere la questione. In tale occasione, il ministro aveva definito gli attacchi delle forze del regime siriano “una violazione dei confini della zona cuscinetto di Idlib” e aveva sottolineato che il 95% delle violazioni registrate a Idlib sarebbero state commesse dal governo e dai gruppi che lo sostengono.

Da parte sua, anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha espresso la propria preoccupazione nei confronti delle condizioni delle circa 2 milioni di persone che vivono nel governatorato di Idlib.  Oltre a coloro che risiedono stabilmente nel territorio, nell’ultimo periodo, circa 1,1 milioni di persone sarebbero giunti nel governatorato, dopo essere fuggiti da altre parti della Siria, a causa della resa dei gruppi dell’opposizione. Stando a quanto riferito dal quotidiano britannico Guardian, più di 70.000 persone hanno abbandonato il territorio per sfuggire agli attacchi delle forze del governo siriano. 

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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