Palestina: nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania

Pubblicato il 11 gennaio 2018 alle 5:58 in Israele Palestina

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Israele approverà la costruzione di centinaia di nuove abitazioni negli insediamenti situati in Cisgiordania, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa, Avigdor Lieberman.

Martedì 9 gennaio, il ministro ha dichiarato che le autorità israeliane si sarebbero riunite il giorno successivo, mercoledì 10 gennaio, per approvare la costruzione di 1.200 nuove unità abitative negli insediamenti in Cisgiordania entro il 2018 e per presentare un ulteriore progetto che prevede la costruzione di altre 2.500 case in 20 insediamenti. La maggior parte di abitazioni previste dal progetto saranno costruite negli insediamenti di Oranit e Petzael, dove sorgeranno rispettivamente 212 e 55 nuove case.

Nella stessa occasione, le autorità israeliane dovrebbero discutere anche un piano per l’approvazione retroattiva di alcuni edifici negli avamposti di Metiv Ha’avot e Gush Etzion. Se tale progetto andasse in porto, 11 case verrebbero salvate dalla demolizione. In passato, Israele ha demolito alcune case che riteneva essere costruite senza alcun permesso su terreni di proprietà dello Stato.

In Israele esiste una legge che permette al governo di espropriare i terreni palestinesi appartenenti a privati, a fronte di un’indennità di esproprio, sui quali sono state costruite le case degli avamposti illegali, a condizione che gli avamposti siano stati costruiti in buona fede o con il supporto del governo. Il 13 novembre 2016, il comitato ministeriale di Israele per la legislazione aveva approvato all’unanimità la cosiddetta “legge di formalizzazione”, che mira a legalizzare retroattivamente gli avamposti nella Cisgiordania occupata, costruiti su terreni palestinesi privati. Il 17 agosto 2017, la Corte Suprema israeliana aveva rimandato di due mesi l’entrata in vigore della legge.

Stando ai dati riportati da Peace Now, un’organizzazione non governativa israeliana contraria agli insediamenti, nel 2017 sono stati approvati 6.742 progetti per la costruzione di unità abitative. Si tratterebbe del dato più alto dal 2013.

Nel 2017, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva annunciato la costruzione di centinaia di unità abitative all’interno degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme est, nonostante l’opposizione dei palestinesi. Il 16 ottobre, il governo israeliano aveva approvato i permessi per la costruzione di 31 nuove unità abitative nell’insediamento di Beit Romano, nella città vecchia di Hebron, in Cisgiordania. Si trattava della prima volta che nuove unità abitative venivano costruite a Hebron dal 2002. Successivamente, il 26 ottobre, il governo aveva approvato l’espansione dell’insediamento di Nof Zion, situato a Gerusalemme est, attraverso la costruzione di 176 nuove unità abitative, in prospettiva il più grande insediamento israeliano all’interno di un quartiere palestinese di Gerusalemme. L’8 novembre, le autorità israeliane avevano emesso permessi per la costruzione di 240 nuove unità abitative nei quartieri di Gilo e di Ramat Shlomo, a Gerusalemme est. Infine il 19 dicembre, il governo israeliano aveva dichiarato di essere intenzionato a costruire 3 nuovi insediamenti e ad espandere quelli esistenti con 14 nuovi quartieri nella valle del Giordano, situata nell’area settentrionale della Cisgiordania.

La Cisgiordania è considerata un territorio sotto l’occupazione militare di Israele, soggetta alla Quarta Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949, che ha come oggetto la protezione dei civili in tempo di guerra. Tale status è stato adottato nel 1967, in seguito alla guerra dei sei giorni e all’occupazione da parte di Israele del territorio palestinese, nonostante la Cisgiordania sia interamente rivendicata dalla Palestina. In base agli accordi di Oslo del 1993, la Cisgiordania è stata divisa in 3 settori amministrativi, ovvero le aree A, B e C. L’area A è sotto il pieno controllo civile dell’Autorità Palestinese, l’area B viene amministrata in modo congiunto da Israele e Palestina e l’area C si trova sotto il pieno controllo israeliano.

Stando ai dati riportati dal quotidiano Al-Monitor, sono almeno 400.000 gli israeliani che vivono negli insediamenti in Cisgiordania, mentre 200.000 quelli che abitano a Gerusalemme est.

La questione degli insediamenti viene considerata uno dei principali ostacoli al raggiungimento un accordo di pace tra Israele e il popolo palestinese. Da parte sua, anche la comunità internazionale considera gli insediamenti illegali e una violazione della quarta Convenzione di Ginevra, secondo la quale è illegale che una potenza occupante trasferisca parte della propria popolazione nel territorio occupato.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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