Nigeria: coalizione di Stati lancia offensiva contro Boko Haram

Pubblicato il 11 gennaio 2018 alle 6:01 in Africa Nigeria

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Gli Stati dell’Africa occidentale hanno lanciato un’offensiva congiunta contro Boko Haram in Nigeria.

La notizia è stata resa nota dal quotidiano nigeriano Vanguard, il quale ha riportato che alle operazioni, che hanno avuto luogo in due zone diverse, hanno partecipato soldati della Nigeria, del Camerun, del Ciad e del Niger. La prima missione è stata condotta nella foresta di Sambisa, dove i militari hanno dato la caccia alla fazione di Boko Haram guidata dal leader Abubakar Shekau che, dal marzo 2015, si è ufficialmente affiliato all’ISIS. La seconda, invece, è stata effettuata nella zona del Lago Ciad per colpire la fazione guidata da Mamman Nur. Entrambe le zone delle operazioni si trovano nello stato del Borno, nel nord-est della Nigeria.

L’esercito nigeriano ha riferito che centinaia di jihadisti sono stati uccisi, mentre molti altri si sono arresi. Secondo quanto riferito da alcuni ufficiali di Abuja, Mamman Nur è rimasto ferito durante le offensive, mentre una delle sue mogli è morta sotto ai bombardamenti.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20,000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. L’ultimo attacco del gruppo nigeriano risale al 4 gennaio, quando un attacco suicida ha colpito una moschea nel nord-est del Paese, causando la morte di 11 persone. Il giorno precedente, il presidente Muhammadu Buhari aveva dichiarato che, nonostante i continui attacchi, Boko Haram è stato tecnicamente sconfitto. A suo avviso, le offensive che si continuano a verificare sono molto difficili da sventare e controllare, tuttavia, il governo di Abuja continuerà ad impegnarsi per cercare di porre fine alla minaccia dei jihadisti. Il 17 dicembre scorso, infatti, i governatori degli Stati nigeriani hanno concordato di fornire alle autorità centrali 1 miliardo di dollari per sostenere la lotta contro i terroristi. I soldi utilizzati verranno recuperati dalle riserve di denaro in eccesso per la vendita del petrolio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Africa News, l’esercito nigeriano ha sventato un triplice attacco suicida nello Stato del Borno. Mercoledì 10 gennaio, 3 ragazze kamikaze sono state identificate e neutralizzate da alcuni soldati. Mentre due sono state uccise dal fuoco dei militari, la terza è stata arrestata. Probabilmente, l’attentato avrebbe dovuto colpire l’area di Gamboru Ngala, dove in quel momento era presente una folla di persone. Il 22 agosto 2017, l’Unicef ha reso noto che il numero di bambini e bambine kamikaze utilizzati da parte del gruppo terroristico nigeriano, Boko Haram, nel 2017 è quadruplicato rispetto ai dati del 2016. Secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, dal primo gennaio al mese di agosto, 83 minori sono stati obbligati a farsi saltare in aria nel nord-est della Nigeria. Di questi, 55 erano bambine, spesso al di sotto dell’età di 15 anni, 27 erano maschi e uno era un neonato, che è stato fatto esplodere mentre era in braccio ad una ragazzina.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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