La Tunisia schiera l’esercito

Pubblicato il 11 gennaio 2018 alle 13:15 in Africa Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Tunisia ha schierato l’esercito in alcune città del Paese per far fronte alle manifestazioni violente che da tre giorni infiammano il Paese.

Nella serata di domenica 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno 10 città per protestare contro l’aumento delle tasse e dei prezzi. Si tratta di misure di austerity, imposte dal governo tunisino con l’obiettivo di ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica che affligge il Paese. La nuova legge finanziaria è entrata in vigore a partire dal 1 gennaio, quando sono aumentati i prezzi del gasolio e di alcuni beni e sono state imposte tasse su numerosi beni e servizi, tra i quali le automobili, le linee telefoniche e di internet. Da parte sua, il governo ha affermato che l’aumento dei prezzi e delle tasse avrebbe colpito soltanto i beni di lusso e non i beni di prima necessità o i beni alimentari.

Nella notte tra mercoledì 10 e giovedì 11 gennaio, più di 300 manifestanti sono stati arrestati e l’esercito è stato schierato in alcune città in cui le proteste sono state particolarmente violente. Nella città di Thala, situata nel governatorato di Kasserine, al confine con l’Algeria, i soldati sono intervenuti dopo che i cittadini avevano dato fuoco a un edificio della sicurezza nazionale, forzando la polizia a ritirarsi dalla città. L’esercito è stato schierato anche in altre città, tra le quali Sousse, Kebeli e Bizert, con lo scopo di proteggere gli edifici del governo che sono diventati uno degli obiettivi dei manifestanti.

In un comunicato emanato giovedì 11 gennaio, il portavoce del Ministero dell’Interno, Khelifa Chibani, ha dichiarato: “330 persone coinvolte in atti di sabotaggio e di rapina sono state arrestate la scorsa notte”, portando il numero dei detenuti a circa 600 dall’inizio delle proteste. Il primo giorno delle proteste, lunedì 7 gennaio, un tunisino era rimasto ucciso negli scontri con le forze di polizia a Tebourba, una cittadina situata a 40 km a ovest di Tunisi.

Martedì 9 gennaio, i manifestanti avevano lanciato alcune bombe Molotov contro una scuola ebraica, situata a sud di Djerba, un’isola turistica della Tunisia. Secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Monitor, nell’isola non si sono verificate manifestazioni, tuttavia sembrerebbe che alcune persone abbiano sfruttato la presenza di un minor numero di poliziotti per sferrare l’attacco. Tra le persone arrestate per l’attentato vi sarebbero due estremisti che hanno partecipato a un assalto contro una stazione di polizia nella città di Nefza, stando a quanto riferito dal portavoce del Ministero dell’Interno. In merito all’episodio, il capo della comunità ebraica locale, Perez Trabelsi, ha dichiarato: “Alcuni sconosciuti hanno colto l’opportunità delle proteste e hanno lanciato bombe Molotov nell’atrio della scuola”. A Djerba sorge la più antica sinagoga dell’Africa.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.