Catalogna: procede il negoziato tra formazioni indipendentiste

Pubblicato il 11 gennaio 2018 alle 14:54 in Europa Spagna

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Le due principali forze dell’indipendentismo catalano, Junts per Catalunya e Sinistra repubblicana di Catalogna (ERC), hanno raggiunto un accordo per eleggere una presidenza indipendentista del Parlamento di Barcellona. Presidente, secondo il patto negoziato tra le due formazioni, dovrebbe essere un esponente di ERC, mentre altri tre posti dovrebbero essere così suddivisi: due al partito di Puigdemont e uno alla sinistra.

L’accordo è stato siglato a Bruxelles dal leader deposto Carles Puigdemont e dalla segretaria esecutiva di ERC Marta Rovira.

Le due forze non hanno raggiunto invece alcun accordo sulla nomina di Puigdemont alla guida della Generalitat catalana. Il presidente, deposto a fine ottobre e fuggito in Belgio per evitare l’arresto, vorrebbe intervenire per via telematica dinanzi al plenum dell’emiciclo di Barcellona o quanto meno delegare a un deputato della sua formazione la lettura del suo discorso d’investimento, evitando così di rientrare in patria ed essere arrestato.

Le opzioni presentate da Puigdemont sono allo studio dell’avvocatura del parlamento catalano, con il beneplacito di tutte le forze politiche, indipendentiste e unioniste. Gli avvocati del parlamento, sin dallo scorso settembre, hanno sempre espresso parere sfavorevole all’approvazione di leggi e mozioni che portassero all’indipendenza della Catalogna.

L’accordo tra ERC e Junts per Catalunya garantisce il normale avvio della legislatura catalana, scartando dunque un blocco istituzionale dovuto alle difficoltà di investitura di Puigdemont.

Un duro colpo all’indipendentismo giunge tuttavia dall’ex presidente e padre del processo indipendentista Artur Mas. Con una lunga lettera il 9 gennaio scorso Mas si è dimesso da tutti gli incarichi che ricopriva nel Partito Democratico Catalano da lui fondato e principale integrante di Junts per Catalunya.

Mas, che scrive di lasciare per evitare che la propria posizione giudiziaria ricada sul partito nel momento in cui bisogna negoziare la formazione del nuovo esecutivo, manifesta la propria contrarietà nei confronti di una nuova sfida indipendentista unilaterale. Già prima dello scioglimento del governo catalano in applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, Mas aveva invitato Puigdemont a non seguire la via dura voluta dall’estrema sinistra indipendentista, ma di avviare un negoziato con Madrid.

Con il 47% dei voti non si può procedere all’indipendenza unilateralmente – afferma Mas – che avrebbe confidato ai suoi di non essere più in grado di ricondurre Puigdemont sul cammino tradizionalmente pattista del nazionalismo catalano.

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Traduzione dallo spagnolo e dal catalano e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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