Mike Pence andrà in visita in Medio Oriente la prossima settimana

Pubblicato il 10 gennaio 2018 alle 7:32 in USA e Canada

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Il vicepresidente americano, Mike Pence, andrà in visita ufficiale in Medio Oriente la prossima settimana, durante la quale incontrerà i leader di Egitto, Giordania e Israele. Tale visita era stata posticipata in seguito all’annuncio di Donald Trump in merito al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, il 6 dicembre, e al conseguente trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv alla Città Santa. Tale mossa ha provocato l’indignazione della comunità internazionale, la quale ha criticato fortemente il presidente Trump, riferendo che, così facendo, rischia di allontanare il processo di pace tra la Palestina e Israele. Lo status di Gerusalemme costituisce una questione estremamente delicata, dal momento che la città rappresenta un sito religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei, di conseguenza, sia i palestinesi sia Israele ambiscono a proclamare la città capitale del proprio Stato. La comunità internazionale ritiene che lo status di Gerusalemme debba essere deciso soltanto nei colloqui di pace tra Israele e Palestina.

Il quotidiano The New Arab riferisce che, dall’annuncio di Trump a oggi sono morti 14 palestinesi per mano del fuoco dei soldati israeliani durante le sommosse.

Pence avrebbe dovuto recarsi in Medio Oriente per visitare la Palestina nel mese di dicembre ma, in seguito alla mossa di Trump, gli ufficiali palestinesi hanno dichiarato che “non era benvenuto in Palestina”. Il vicepresidente americano giungerà in Egitto il 20 gennaio, dove incontrerà il presidente Abdel Fattah al-Sisi, per poi spostarsi in Giordania e colloquiare con Re Abdullah. Il suo viaggio si concluderà tra il 22 e il 23 gennaio, quando effettuerà una visita di due giorni in Israele, dove avrà un meeting con il premier Benjamin Netanyahu e il presidente Reuven Rivlin.

La scelta di visitare la Giordania e l’Egitto, oltre che a Israele, è significativa, dal momento che i due Paesi hanno sempre avuto una posizione importante nell’ambito del processo di pace israelo-palestinese. Da una parte, Amman ha un ruolo speciale nella gestione dei luoghi sacri di Gerusalemme, secondo quanto stabilito dal trattato di pace firmato con Israele il 4 maggio 1994. Dall’altra parte, il presidente egiziano si è distinto per aver svolto un ruolo di primo piano nel facilitare la riconciliazione nazionale palestinese e il processo di pace tra Israele e Palestina. Non a caso, l’11 dicembre, al-Sisi, re Abdullah e il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, si sono riuniti al Cairo per discutere la questione palestinese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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