Israele: sventati attacchi terroristici in Europa

Pubblicato il 10 gennaio 2018 alle 13:28 in Israele Medio Oriente

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Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che l’intelligence del Paese ha contribuito a sventare numerosi attacchi terroristici in Europa.

La notizia è stata comunicata martedì 9 gennaio, a Gerusalemme, nel discorso pronunciato in occasione di un pranzo con gli ambasciatori della Nato presso Israele. Il premier ha delineato la situazione dei gruppi radicali sunniti, guidati prima da al-Qaeda e poi dallo Stato Islamico, e dei gruppi radicali sciiti guidati dall’Iran.  

Per quanto riguarda l’ISIS, Netanyahu ha dichiarato che l’intelligence israeliana ha aiutato l’Europa fornendo informazioni fondamentali che hanno impedito numerosi attacchi terroristici di massa, alcuni dei quali avrebbero potuto coinvolgere l’aviazione civile. Il gruppo più pericoloso sarebbe l’affiliato yemenita di al-Qaeda, al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), che avrebbe già tentato, più di una volta, di introdurre di nascosto bombe in aerei cargo.

Israele sta altresì concentrando i suoi sforzi per impedire all’ISIS di stabilirsi nel Sinai. Secondo il premier, infatti, lo Stato Islamico, che è stato sconfitto in Iraq e in Siria, vorrebbe stabilire una base alternativa nella regione. Il gruppo jihadista ha organizzato attacchi contro i civili egiziani e le forze di sicurezza, ma Israele ha risposto alle offensive,ed ha condiviso informazioni con l’intelligence egiziana per sconfiggere i terroristi. Netanyahu ha definito Israele “la più potente forza locale contro il radicalismo islamico”.

Il premier israeliano ha altresì parlato dell’Iran, sottolineando la pericolosità del Paese, che vuole acquisire armi nucleari e desidera stabilire “un impero territoriale che va da Teheran a Tartus, sul Mediterraneo”, consolidando anche la sua posizione in Siria. Secondo Netanyahu, il piano dell’Iran è conquistare il Paese mediante l’invio di circa 100 mila combattenti sciiti guidati da Tel Aviv. L’obiettivo primario che gli Stati membri della Nato devono perseguire è quindi quello di impedire all’Iran di produrre e acquisire armi nucleari, evitando, allo stesso tempo, che il Paese stabilisca una base militare in Siria.

Secondo Netanyahu, raggiungere questi obiettivi è fondamentale poiché, se l’Iran riuscisse a dispiegare le forze armate sciite, potrebbe nascere un nuovo conflitto tra questi combattenti e quelli sunniti, che causerebbe problematiche soprattutto in Europa. Il premier israeliano ha sottolineato che l’unico Paese che sta impedendo che tutto ciò accada è Israele. Tuttavia, lo Stato avrebbe già stretto un accordo con gli Stati Uniti per contrastare l’espansione iraniana. In un incontro alla Casa Bianca, tenutosi il 12 dicembre 2017, i funzionari d’alto rango israeliani e americani avrebbero delineato un programma che prevede la creazione di gruppi di lavoro congiunti, volti a impedire all’Iran di accrescere la sua potenza in Medio Oriente. La notizia, tuttavia, non è stata confermata né dalle autorità statunitensi, né da quelle israeliane.

Il primo ministro ha concluso il suo discorso citando l’Articolo 5 della Nato sulla difesa comune, affermando che “un attacco a uno Stato membro è un attacco contro tutti gli altri”. Netanyahu ha sottolineato quindi il bisogno della cooperazione tra tutti gli Stati membri per contrastare le minacce attuali e salvaguardare gli interessi e la sicurezza comune e il mantenimento della pace.

Le relazioni fra la Nato e Israele sono migliorate in modo significativo da quando, a dicembre 2016, è stato aperto un ufficio israeliano al quartiere generale di Bruxelles dell’Organizzazione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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