Carabinieri: concluso addestramento della polizia irachena per il controllo della folla

Pubblicato il 10 gennaio 2018 alle 6:02 in Iraq Italia

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I Carabinieri della Police Task-Force-Iraq, parte dell’operazione internazionale Inherent Resolve – Prima Parthica, hanno concluso uno dei programmi di addestramento della polizia irachena. A renderlo noto è un comunicato del Ministero della Difesa, il quale spiega che l’obiettivo del corso, chiamato Crowd Riot Control Course, era quello di insegnare agli agenti di Baghdad a gestire la folla in caso di sommosse, e di mostrare le procedure di controllo per il giusto mantenimento dell’ordine nell’eventualità di disordini urbani. Il corso si è concluso con un’esercitazione finale, durante la quale la polizia irachena ha dimostrato di aver appreso le tecniche dei Carabinieri, in cui sono state ricreate e affrontate situazioni di criticità, come la gestione di una piazza in protesta, o il lancio di oggetti. Tale addestramento è stato ritenuto indispensabile affinché la polizia locale divenisse in grado di gestire autonomamente determinate situazione per contribuire alla stabilizzazione dell’Iraq.

I Carabinieri della Police Task-Force-Iraq hanno altresì effettuato corsi di addestramento nell’ambito del Counter Improvised Explosive Device (C-IED), necessari ad acquisire le capacità per identificare e sfruttare le prove che vengono lasciate dallo scoppio di un ordigno. Durante tale corso, sono state insegnate anche le tecniche a distanza per disinnescare o limitare l’entita di un’esplosione.

L’Operazione Inherent Resolve è stata lanciata dal Dipartimento della Difesa americano il 17 ottobre 2014 per contrastare l’ISIS in Siria e in Iraq. L’Italia vi partecipa con la missione Prima Parthica, addestrando le forze di sicurezza irachene e curde, oltre a controllare e a mantenere in sicurezza la struttura della diga di Mosul, per evitare i rischi di una catastrofe ambientale. L’attuale contributo nazionale è stabilito dalla Legge 131/2016, che ha autorizzato per tutto il 2017, un volume massimo di 1,497 militari, 420 mezzi terrestri e 17 mezzi aerei.

Lo scorso 24 dicembre, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha annunciato che parte delle truppe posizionate in Iraq verranno trasferite in Niger, dove effettueranno sia missioni di addestramento e supporto dell’esercito nigerino, sia attività di pattugliamento e controllo lungo i confini del Paese africano con la Libia. È previsto che almeno 500 soldati e 150 veicoli militari vengano trasferiti dall’Iraq al Niger entro le prime settimane del 2018, non appena il Parlamento darà la sua approvazione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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