UE chiede alla Russia risarcimento per le sanzioni sulla carne suina

Pubblicato il 9 gennaio 2018 alle 15:00 in Europa Russia

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L’Unione Europea intende ottenere, a titolo di risarcimento, 1,39 miliardi di euro all’anno dalla Russia per le limitazioni alle importazioni di carne suina; l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha già inviato la richiesta di Bruxelles al tribunale competente.

La mossa dell’Unione Europea apre un nuovo capitolo nella battaglia di sanzioni e contro-sanzioni tra Bruxelles e Mosca.

Il contenzioso miliardario contro la Russia ha preso il via dopo che il WTO ha inviato la richiesta di risarcimento di Bruxelles al tribunale arbitrale. Come ha spiegato un rappresentante dell’Unione Europea, in tribunale si deciderà se la richiesta di risarcimento sia giusta. Successivamente, in caso di decisione positiva, il tribunale valuterà se condannare o meno la Russia al pagamento e se accettare o meno la valutazione del danno fornita dall’Unione Europea.

Secondo il quotidiano Politico, nel 2016 il WTO ha stabilito che la Russia ha introdotto un divieto “illegale” sull’importazione di carne suina dalla UE. Queste misure sono diventate un “duro colpo” per gli allevatori di Danimarca, Germania ed Olanda.

“Le sanzioni sono diventate per la Russia l’opportunità di aumentare la produzione di carne dopo che la concorrenza delle imprese straniere è scomparsa nel mercato” – affermano gli analisti. Bruxelles con le sue azioni “inizia a contestare attivamente la legittimità delle sanzioni alimentari motivate solo da ragioni politiche contro la UE”.

Mosca ha infatti bloccato l’importazione di prodotti agro-alimentari dai paesi membri dell’Unione come risposta alle sanzioni anti-russe varate nel 2014, in seguito all’annessione della Crimea.

Il risarcimento richiesto da Bruxelles di 1,39 miliardi di euro all’anno è pari al valore delle esportazioni di carne suina in Russia nel 2013. Gli anni in questione sono il 2014, il 2015, il 2016 e il 2017.

All’inizio del 2014 le autorità russe avevano imposto un divieto all’importazione di carne di maiale dai Paesi dell’UE. La motivazione ufficiale era l’epidemia di peste suina africana registrata nel 2013 negli allevamenti in Lituania e Polonia. Nel 2016 il WTO ha deciso che l’embargo russo contrasta l’accordo sull’applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie dell’organizzazione. L’appello della Russia è stato respinto.

Lo scorso inverno il ministero dello Sviluppo Economico russo ha annunciato di aver rispettato le richieste del WTO e di aver revocato il divieto di importazione.

Il dicastero economico russo ha tuttavia notato che la carne di maiale è nell’elenco dei prodotti vietati per l’importazione a seguito dell’embargo agroalimentare di risposta del 2014 a seguito delle sanzioni economiche settoriali dell’Unione Europea introdotte per gli eventi in Ucraina.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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