Tunisia: proteste contro le misure di austerity

Pubblicato il 9 gennaio 2018 alle 14:07 in Africa Tunisia

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Il primo ministro tunisino, Youssef Chahed, ha promesso la fine delle difficoltà economiche, al fine di calmare le proteste insorte nel Paese contro le misure di austerità.

Nella serata di domenica 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno 10 città nel Paese per protestare contro l’aumento delle tasse e dei prezzi. Si tratta di misure di austerity, imposte dal governo tunisino con l’obiettivo di ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica che affligge il Paese. La nuova legge finanziaria è entrata in vigore a partire dal 1 gennaio, quando sono aumentati i prezzi del gasolio e di alcuni beni e sono state imposte tasse su numerosi beni e servizi, tra i quali le automobili, le linee telefoniche e di internet. Da parte sua, il governo ha affermato che l’aumento dei prezzi e delle tasse avrebbe colpito soltanto i beni di lusso e non i beni di prima necessità o i beni alimentari.

Durante le manifestazioni popolari, che si sono protratte per tutto il giorno successivo, lunedì 7 gennaio, un tunisino è rimasto ucciso negli scontri con le forze di polizia a Tebourba, una cittadina situata a 40 km a ovest di Tunisi, mentre altre 5 persone sono rimaste ferite. Secondo quanto riferito da un portavoce del Ministero dell’Interno, Khelifa Chibani, le proteste sarebbero state molto violente e almeno 44 persone sarebbero state arrestate per possesso di armi, in particolare coltelli, e ricorso alla violenza. In tale contesto, Chibani ha affermato: “Ciò che è successo non ha niente a che fare con la democrazia e le proteste contro l’aumento dei prezzi. Ieri, i manifestanti hanno dato fuoco alle stazioni di polizia, hanno saccheggiato i negozi e le banche e hanno danneggiato le proprietà in molte città”.

In merito alle proteste popolari, martedì 9 gennaio, il primo ministro tunisino ha dichiarato: “Le persone devono capire che si tratta di una situazione straordinaria e che il loro Paese sta affrontando alcune difficoltà, ma crediamo che il 2018 sarà l’ultimo anno difficile per i tunisini”.

Non è la prima volta che il popolo tunisino insorge a causa della difficile situazione economica. Nell’aprile 2017, i cittadini avevano manifestato per il miglioramento delle condizioni di vita e la creazione di nuovi posti di lavoro.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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