Siria: missili israeliani contro obiettivi siriani

Pubblicato il 9 gennaio 2018 alle 10:08 in Israele Siria

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Le forze israeliane hanno condotto  3 attacchi missilistici contro alcuni obiettivi in Siria, secondo quanto affermato dall’esercito siriano.

Secondo quanto riferito in un comunicato ufficiale del Comando Generale dell’esercito e delle forze armate, all’alba di martedì 9 gennaio, l’esercito israeliano avrebbe condotto 3 bombardamenti consecutivi contro alcuni obiettivi situati nell’area di Qutayfeh, che si trova nella campagna a nord-est di Damasco, danneggiando una postazione militare delle forze siriane. Per tutta risposta, i militari siriani sarebbero riusciti ad abbattere alcuni missili e avrebbero colpito un aereo israeliano.

Stando alla ricostruzione dei fatti fornita dall’agenzia di stampa nazionale SANA, il primo attacco delle forze israeliane sarebbe avvenuto alle 02:40, ora locale, quando alcuni missili, provenienti dallo spazio aereo libanese, sarebbero stati intercettati dall’esercito siriano all’interno del proprio territorio nazionale. In questa occasione, l’esercito sarebbe riuscito anche ad abbattere uno degli aerei israeliani.

Il secondo attacco sarebbe avvenuto intorno alle 03:04, ora locale, quando alcuni missili superficie-superficie, provenienti dal territorio del Golan occupato, sarebbero stati lanciati contro la Siria. Anche in questo caso, l’esercito siriano sarebbe riuscito a intercettare e abbattere i razzi, impedendogli di causare danni.

Il terzo e ultimo attacco da parte delle forze israeliane si sarebbe verificato intorno alle 4:15, ora locale, quando 4 missili sarebbero stati lanciati contro il territorio siriano dalla città di Tiberiade, situata in Israele. In questo caso, le forze di difesa siriane sono riuscite a intercettare un solo missile, mentre gli altri 3 hanno colpito il territorio, cadendo vicino a una postazione militare e causando ingenti danni materiali.

Il Comando Generale dell’esercito siriano ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro il territorio siriano dimostrano “il supporto dell’entità occupante nei confronti delle organizzazioni terroristiche presenti in Siria” e rappresentano un “disperato tentativo di tirar su il loro morale, dopo i colpi dolorosi che hanno ricevuto ad Harasta, nel Ghouta situato nella campagna orientale di Damasco, e le ampie vittorie che l’esercito siriano sta ottenendo a Idlib”. Tali dichiarazioni fanno riferimento alle operazioni di riconquista delle aree della Siria che si trovano ancora sotto il controllo dell’opposizione, da parte dei soldati fedeli al presidente Bashar Al-Assad. Infine, il l’esercito siriano ha ammonito sui rischi di questa aggressione e ha affermato che “ritiene l’entità israeliana responsabile per le sue ripercussioni”.

Non si tratta della prima volta che missili israeliani vengono lanciati contro il territorio siriano. Gli ultimi episodi di questo genere si erano verificati nei primi giorni di dicembre 2017. Il 4 dicembre 2017, alcuni missili israeliani avevano colpito un centro di ricerca nell’area di Jamraya, situata a nord-ovest di Damasco. Precedentemente, il 2 dicembre 2017, le forze di difesa siriane avevano sventato un attacco missilistico volto a colpire una postazione militare, situata nei pressi di Damasco.

Israele teme l’espansione dell’influenza iraniana in Siria. In particolare, gli ufficiali della sicurezza israeliana hanno paura che Teheran possa utilizzare la zona occidentale dell’Iraq e quella orientale della Siria come un “ponte” per unire l’Iran al Libano, permettendo il transito di combattenti e di armi tra i due Paesi. La preoccupazione di Israele è aumentata dopo che, il 10 novembre 2017, una fonte dell’Intelligence aveva riferito alla BBC che l’Iran avrebbe costruito una base permanente in un luogo utilizzato dall’esercito siriano, vicino a El-Kiswah, situata a sud di Damasco, a 50 km dal confine con Israele. Al fine di gestire tale situazione venutasi a creare negli scorsi mesi, Israele si è mosso su due fronti. Da un lato, ha colpito le milizie di Hezbollah, sostenute dall’Iran, che operano in territorio siriano. Dall’altro lato, ha preso di mira le forze del regime che si scontrano con l’opposizione siriana, in particolare nelle alture del Golan, al confine con il proprio territorio. Israele sarebbe arrivato a sostenere numerosi gruppi di opposizione, inclusi alcuni gruppi jihadisti, al fine di impedire all’Iran di stabilire la propria presenza in Siria.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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