Palestina: 6 ore di elettricità al giorno

Pubblicato il 9 gennaio 2018 alle 6:03 in Medio Oriente Palestina

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Israele ha iniziato i lavori per rifornire la Striscia di Gaza di elettricità, secondo quanto affermato dal portavoce della Gaza Electric Distribution Company, Muhammad Thabet.

Domenica 7 gennaio, Thabet ha dichiarato: “Le squadre israeliane hanno iniziato a lavorare sulla fornitura di ulteriori 50 megawatt”. In questo modo, la fornitura di energia elettrica alla Striscia di Gaza tornerà a un livello normale per la prima volta da 7 mesi.

Nel giugno 2017, Israele aveva tagliato l’erogazione di elettricità di 50 megawatt, dopo che l’Autorità Palestinese aveva sospeso il pagamento della corrente elettrica. Tale mossa faceva parte di una serie di misure punitive, che l’Autorità Palestinese aveva imposto ad Hamas, al fine di mettere sotto pressione il movimento, costringendolo a cedergli la gestione della Striscia di Gaza, che controllava dal marzo 2007. La decisione dell’Autorità Palestinese di riprendere i pagamenti necessari affinché Israele torni a rifornire la Striscia di Gaza di energia elettrica era stata annunciata mercoledì 3 gennaio da parte del primo ministro palestinese, Rami Hamdallah.

In merito alla questione, il portavoce della Gaza Electric Distribution Company ha affermato che i 50 megawatt aggiuntivi, che sono arrivati a Gaza da lunedì 8 gennaio, contribuiranno leggermente a mitigare la scarsità di energia di cui ha sofferto il territorio. In questo contesto, Thabet ha dichiarato: “Parliamo di due ore di elettricità in più e ciò significa che passeremo da 4 ore a 6 ore di elettricità al giorno”.

La questione dei pagamenti è stata centrale nei tentativi di riconciliazione fra Hamas e l’Autorità Palestinese. Le negoziazioni tra le due parti avevano portato, il 12 ottobre 2017, al raggiungimento di un accordo di riconciliazione nazionale, secondo il quale il Governo di unità nazionale si sarebbe assunto tutti i compiti e le responsabilità in merito alla gestione della Striscia di Gaza.

Negli ultimi sette mesi, la crisi elettrica ha costretto gli abitanti di Gaza a vivere in condizioni disperate, dal momento che la mancanza di energia elettrica ha avuto gravi conseguenze sulla fornitura di servizi essenziali, quali sanità e acqua. Molte case utilizzano pompe ad acqua elettriche, quindi la mancanza di elettricità comporta la mancanza di acqua. In merito alla questione si erano espresse anche le Nazioni Unite, le quali, in un comunicato emesso l’11 agosto 2017, avevano espresso la loro profonda preoccupazione per il deterioramento delle condizioni umanitarie e per la protezione dei diritti umani nella striscia di Gaza. In tale occasione, l’organizzazione internazionale aveva altresì accusato Israele, lo Stato della Palestina e le autorità di Gaza di essere responsabili della situazione e di non rispettare gli obblighi in merito alla promozione e alla protezione dei diritti degli abitanti di Gaza.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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