Pakistan mette in guardia gli USA sulle offensive contro i talebani

Pubblicato il 8 gennaio 2018 alle 13:21 in Pakistan USA e Canada

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Mentre gli Stati Uniti si preparano ad aumentare la pressione contro i talebani attraverso le crescenti offensive militari in Afghanistan, gli ufficiali pakistani hanno messo in guardia Washington in merito alle possibili conseguenze negative di un eventuale insuccesso. Il quotidiano pakistano The Dawn riporta che, nel caso in cui gli USA non riuscissero a schiacciare definitivamente i militanti afghani, ci sarebbero conseguenze disastrose per tutta la regione.

Secondo fonti diplomatiche, la strategia americana consisterebbe nell’effettuare due offensive militari da entrambi i lati dei confini tra Afghanistan e Pakistan per stringere i talebani in una morsa e piegarli una volta per tutte. L’obiettivo successivo alla loro sconfitta sarebbe poi avviare un processo di riconciliazione secondo le condizioni del governo di Kabul, al fine di stabilizzare l’intera area. The Dawn riferisce che le autorità pakistane, pur essendo d’accordo con la strategia americana, hanno paura delle conseguenze negative. Inoltre, la scorsa settimana, il ministro degli Esteri pakistano, Khwajah Asif, ha affermato che il Pakistan non avrebbe tollerato che la guerra afghana venisse protratta in territorio pakistano. “Il Pakistan sta vivendo un momento di relativa calma, ma se inizieremo a combattere contro i talebani afghani, porteremo la guerra dentro ai nostri confini, cosa che gli americani gradirebbero particolarmente”, ha commentato il ministro pakistano.

La notizia del quotidiano pakistano è stata resa nota in un momento di particolare tensione tra gli Stati Uniti e il Pakistan. Il primo gennaio 2018, il presidente Trump si è scagliato contro le autorità di Islamabad, accusandole di aver sempre mentito agli USA nell’ambito della lotta contro il terrorismo. Secondo il capo della Casa Bianca, nel corso degli ultimi 15 anni, Washington ha fornito aiuti del valore di 33 miliardi di dollari al Pakistan, chiedendo maggiori sforzi per eliminare la minaccia terroristica dalla regione, venendo tuttavia preso in giro dall’altra parte. Di conseguenza, il 4 gennaio, il Dipartimento di Stato ha inserito il Pakistan in una lista di un gruppo di Paesi considerati a rischio di gravi violazioni della libertà religiosa. Dall’altra parte, il governo pakistano ha definito le mosse di Trump “completamente incomprensibili”, ritenendo che il Pakistan si è sempre impegnato molto nella lotta contro i terroristi.

Le relazioni tra gli Stati Uniti e il Pakistan sono in rotta dallo scorso 21 agosto, data in cui Trump ha annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan e nella regione. Nell’occasione, il leader della Casa Bianca ammonì le autorità di Islamabad, minacciando di tagliare gli aiuti americani per convincerle a combattere il terrorismo in Afghanistan. Washington aveva altresì affermato di volere anche un maggiore coinvolgimento dell’India, principale rivale regionale del Pakistan, in Afghanistan, ai fini di stabilizzare il Paese asiatico. Dopo quasi due mesi di colloqui sospesi, il 25 ottobre scorso, con la visita del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ad Islamabad, i rapporti sembravano essere migliorati. Tuttavia, gli utili sviluppi hanno fatto peggiorare nuovamente le relazioni tra i due Paesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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