Libya Herald: Germania principale donatore straniero in Libia

Pubblicato il 8 gennaio 2018 alle 6:01 in Germania Libia

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La Germania è il principale donatore straniero della Libia.

A riferirlo è il quotidiano libico, Libya Herald, il quale spiega che tale fatto non è stato reso noto né dal governo di Berlino, né dalle autorità di Tripoli. A differenza di molti altri Paesi che pubblicizzano il loro supporto alla Libia, la Germania ha fatto sapere poco o niente al riguardo. Ad avviso dell’ambasciatore tedesco, Christian Buck, i fondi tedeschi sono stati donati secondo una logica precisa: essendo la Libia molto vicina all’Unione Europea, ed essendo la Germania uno Stato membro, è necessario assisterla e contribuire alla sua stabilizzazione. “È un Paese che ci sta molto a cuore, un paese che adesso ha bisogno di aiuto per raggiungere una nuova stabilità, quindi è nel nostro interesse collaborare con le autorità libiche per ricostruire lo Stato”, ha spiegato Buck.

Nel corso degli anni passati, la Germania ha donato circa 233 milioni di euro per supportare diversi progetti nel Paese nordafricano. Quello più recente è stato pari a 1 milione di euro per finanziare la High National Elections Commission per la preparazione delle future elezioni previste per la fine del 2018. Tra le altre donazioni si ricorda:

  • 2 milioni di euro per progetti legati all’educazione, alla cultura, ai media e alla società civile;
  • 3 milioni di euro per bonificare la zona di Sirte dalle mine;
  • 5,7 milioni di euro per sostenere le mediazioni tra i governi di Tripoli e Tobruk;
  • 10,5 milioni di euro per rafforzare le capacità governative;
  • 11 milioni di euro per il progetto Stabilization Facility for Libya, che serve ad assistere le comunità libiche sparse in tutto il Paese;
  • circa 200 milioni di euro per aiutare le autorità locali a gestire il fenomeno migratorio.

Secondo l’ambasciatore tedesco, la Libia ha tutte le potenzialità per effettuare un’efficiente trasformazione politica ed economica, dal momento che è ricca di risorse naturali, ha una popolazione mediamente istruita, dispone di ampie terre e ha accesso alle tratte commerciali degli Stati vicini. Buck ritiene che il Paese africano debba reinventarsi e ricostruirsi, per diventare più moderno, funzionale e sfruttare appieno i suoi potenziali. Per tali ragioni, la Germania sta già collaborando anche con le comunità locali libiche. In definitiva, il contributo tedesco, spiega l’ambasciatore, ha l’intenzione di fare la differenza rispetto agli altri aiuti stranieri, per migliorare la vita dei cittadini. “Collaboriamo per creare opportunità lavorative ed economiche, per creare posti di lavoro e dare alle persone ciò di cui hanno bisogno”, ha specificato Buck. Infine, l’ambasciatore ha sottolineato che Berlino supporta la Libia come Paese unitario e che, di conseguenza, cerca di fornire aiuti a tutte le regioni in maniera bilanciata.

Da anni, la Libia costituisce il principale porto di partenza delle imbarcazioni cariche di migranti che salpano alla volta dell’Italia e dell’Europa. In seguito alla caduta del regime di Gheddafi, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano è scivolato in una situazione di completa instabilità politica, sociale ed economica. Attualmente, la Libia è divisa in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Italia; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani si stanno approfittando della situazione, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Questi trattamenti non sono destinati soltanto agli uomini, ma vengono applicati indistintamente anche a donne e bambini. Nel corso del 2017, i governi europei hanno stretto una serie di accordi con le autorità libiche, al fine di risolvere la crisi migratoria e cercare di unificare il panorama politico libico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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