Israele: l’UNRWA deve scomparire

Pubblicato il 8 gennaio 2018 alle 14:03 in Israele Medio Oriente

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato di condividere la posizione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in merito alla fine dei finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione (UNRWA).

Domenica 7 gennaio, in occasione della riunione di Gabinetto, il primo ministro israeliano ha affermato: “Concordo pienamente con le forti critiche del presidente Trump nei confronti dell’UNRWA” e ha aggiunto: “L’UNRWA è un’organizzazione che perpetua il problema dei rifugiati palestinesi e perpetua anche il tema del cosiddetto diritto al ritorno, al fine di eliminare lo Stato di Israele. Di conseguenza, l’UNRWA deve scomparire”. I palestinesi considerano un loro diritto tornare nei territori che hanno abbandonato in seguito alla guerra israelo-palestinese del 1948.

Le dichiarazioni del premier israeliano fanno riferimento al fatto che, martedì 2 gennaio, il presidente americano, attraverso il suo account Twitter, aveva dichiarato di essere intenzionato a tagliare i sussidi che il proprio Paese stanzia annualmente per l’Autorità Palestinese, una somma che si aggirerebbe intorno ai 251 milioni di dollari. Tali dichiarazioni del presidente americano erano state espresse a causa dell’opposizione del popolo palestinese nei confronti del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e delle affermazioni del presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, il quale, il 22 dicembre 2017, in occasione di una conferenza stampa congiunta con il proprio omologo francese, Emmanuel Macron, aveva dichiarato che non avrebbe accettato alcun piano statunitense per il processo di pace israelo-palestinese, dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte dell’amministrazione americana.

Il 6 dicembre 2017, il presidente americano aveva annunciato ufficialmente la propria decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferirvi la propria ambasciata nel Paese. Tale dichiarazione aveva suscitato l’opposizione dei Paesi arabi e islamici e della comunità internazionale. Il 21 dicembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva approvato una Risoluzione non vincolante, che respingeva il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele da parte del presidente dell’amministrazione Trump, ribadendo in tal modo la propria posizione in merito alla questione, ovvero che lo status definitivo Gerusalemme dovrà essere deciso mediante negoziati diretti tra Israele e Palestina.

In merito alla minaccia del presidente americano di interrompere i finanziamenti destinati all’agenzia delle Nazioni Unite, Netanyahu ha ricordato che l’UNRWA era stata creata nel 1949, in seguito alla guerra arabo israeliana del 1948, al fine di aiutare soltanto i rifugiati palestinesi che vivono in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e Striscia di Gaza, mentre la UN Refugee Agency (UNHCR) si occupa dei rifugiati provenienti da tutto il resto del mondo. In tale contesto, il premier israeliano ha dichiarato: “Ho dato un semplice suggerimento, ovvero che i fondi per l’UNRWA dovrebbero essere gradualmente trasferiti alla UN Refugee Agency (UNHCR), con criteri chiari per supportare i veri rifugiati, piuttosto che i rifugiati fittizi, che è ciò che sta succedendo oggi con l’UNRWA”. Netanyahu si riferisce al fatto che, al momento, l’agenzia dell’ONU si starebbe occupando di aiutare i pro-nipoti dei rifugiati palestinesi.

Da parte sua, il portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite, Chris Gunness, ha risposto alle dichiarazioni del premier israeliano, affermando che il mandato dell’organizzazione “è stabilito dall’Assemblea Generale dell’ONU, i cui membri forniscono ampio supporto alla missione umanitaria e allo sviluppo umano dell’agenzia ed elogiano il suo contributo indispensabile alla pace e alla sicurezza, lavorando con alcune delle comunità maggiormente emarginate in Medio Oriente”. Gunness ha aggiunto: “Ciò che perpetua la crisi dei rifugiati è il fallimento delle parti nel gestire la questione. Questo deve essere risolto dalle parti in conflitto nel contesto dei colloqui di pace, basati sulle risoluzioni delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, e richiede l’impegno attivo da parte della comunità internazionale. L’UNRWA ha l’incarico, da parte dell’Assemblea Generale, di continuare i suoi servizi fino al raggiungimento di una soluzione giusta e duratura per i rifugiati palestinesi”.

Le dichiarazioni del primo ministro israeliano sono giunte dopo che, il 4 gennaio, il Ministero degli Esteri israeliano si era opposto alle affermazioni del presidente americano in merito alla sospensione degli aiuti finanziari destinati all’Autorità Palestinese, affermando di essere preoccupato che tale mossa possa peggiorare le condizioni umanitarie della Striscia di Gaza e deteriorare la cooperazione nel campo della sicurezza tra Israele e l’Autorità Palestinese. In questo contesto, in un  documento preparato dal Ministero israeliano, si legge che la decisione di Trump “potrebbe peggiorare la situazione umanitaria e portare a una catastrofe, specialmente a Gaza. Non aiuterà, al contrario, trasferirà il fardello a Israele. Anche le Forze di difesa israeliane ritengono che tagliare il budget non aiuterà, per non dire altro”.  

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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