Cina: controlli immigrazione ad Hong Kong

Pubblicato il 8 gennaio 2018 alle 18:59 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo cinese vuole stabilire i controlli per l’immigrazione verso la Cina continentale all’interno di una stazione ferroviaria di Hong Kong. Le autorità della provincia autonoma, tuttavia, hanno affermato che la decisione violerebbe il loro sistema legale indipendente.

Il 27 dicembre il Parlamento di Pechino ha approvato un accordo di cooperazione tra la provincia meridionale del Guangdong e la regione autonoma di Hong Kong per stabilire una Mainland Port Area, ossia una zona gestita dalle autorità della Cina continentale, nella stazione ferroviaria di West Kowloon, che ospita il treno ad alta velocità che collega Guangzhou, Shenzhen e Hong Kong. In quest’area dovrebbero avvenire i controlli per l’immigrazione da parte delle autorità cinesi, così da evitare che i passeggeri scendano dal treno una volta arrivati al confine con Hong Kong e vi risalgano, dopo le verifiche, per raggiungere la destinazione in Cina.

L’ordine degli avvocati della provincia autonoma si è opposto a questa decisione, poiché in violazione con l’articolo 18 della Basic Law, la Costituzione di Hong Kong, frutto dei negoziati tra Regno Unito e Cina del 1997. Secondo la legge, le decisioni della Cina continentale non possono essere applicate alla provincia autonoma, a parte poche eccezioni.

Il quotidiano China Daily, tuttavia, ha riportato che la decisione del Parlamento cinese non interferirebbe con gli affari interni di Hong Kong, ma sarebbe un’opportunità di cooperazione fra le due giurisdizioni in materia di immigrazione e per quanto riguarda la dogana e le quarantene. Le procedure per stabilire l’area per i controlli cinesi dovrebbero cominciare a settembre di quest’anno.

La provincia di Hong Kong è una ex colonia britannica, diventata una regione a statuto speciale della Cina l’1 luglio 1997. Il passaggio della sovranità è avvenuto seguendo il principio “un Paese, due sistemi”, che garantisce all’isola le libertà di cui godeva durante il periodo in cui era controllata dal Regno Unito. Tuttavia, le proteste anti-Pechino sono aumentate negli anni e culminate nel 2014, quando il Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo Cinese ha emanato una modifica alla modalità di elezione del governatore della regione. La decisione era stata respinta, a giugno 2015, dal Consiglio Legislativo di Hong Kong.

Secondo i cittadini della provincia, il 2017 è stato l’anno in cui le libertà sancite dal principio “un Paese, due sistemi” sono state messe più a rischio dalla Cina. L’ultima protesta è avvenuta l’1 gennaio 2018, quando circa 6.000 persone hanno manifestato contro l’ingerenza della Cina continentale, proprio in seguito alla decisione di Pechino in merito alla stazione di Hong Kong.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.