Lega Araba: Onu riconosca Gerusalemme Est come capitale della Palestina

Pubblicato il 7 gennaio 2018 alle 10:48 in Medio Oriente Palestina

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Il ministro degli Esteri della Giordania, Ayman Safadi, ha annunciato che la Lega Araba richiederà alla comunità internazionale di riconoscere lo Stato della Palestina con capitale Gerusalemme Est.

In occasione di una conferenza stampa tenutasi sabato 6 gennaio, Safadi ha comunicato la decisione, presa in seguito ad una serie di incontri, organizzati nella città di Amman, con il presidente della Lega Araba, Ahmed Abul Gheit, e i ministri degli Esteri di Egitto, Arabia Saudita, Marocco, Emirati Arabi Uniti e dell’Autorità Palestinese. Safadi ha dichiarato che la Lega Araba sottoporrà all’attenzione delle Nazioni Unite una Risoluzione per proporre l’instaurazione dello Stato della Palestina con Gerusalemme Est come capitale, ma non ha specificato quando, né se il documento verrà sottoposto all’attenzione del Consiglio di Sicurezza o all’Assemblea Generale dell’Onu. Il ministro degli Esteri della Giordania ha dichiarato che l’area non sarà sicura fin quando la sovranità del Paese non verrà riconosciuta, sottolineando la necessità di una soluzione a due Stati.

Abul Gheit ha dichiarato che, alla fine del mese, verrà organizzato un ulteriore incontro, al quale parteciperanno numerosi ministri degli Esteri, per discutere la decisione di riconoscere lo Stato Palestinese.

Lo stesso giorno, sabato 6 gennaio, il sovrano della Giordania, re Abdullah II, ha incontrato i diplomatici arabi presso il palazzo Al Husseiniya. In questa occasione, il leader ha dichiarato che la questione di Gerusalemme deve essere necessariamente risolta con un accordo di pace tra i palestinesi e gli israeliani, in base alla soluzione a due Stati, alle Risoluzioni internazionali e all’Iniziativa di Pace Araba. Il sovrano e i ministri hanno deciso di intensificare gli sforzi per trovare una soluzione politica al conflitto tra i due popoli che rispetti i diritti dei palestinesi.

Il re ha sottolineato l’importanza di coordinare gli sforzi per sostenere la Palestina nel mantenimento dei propri diritti storici e legali nella Città Santa, realizzando l’aspirazione di stabilire uno Stato indipendente. Il sovrano ha altresì evidenziato la necessità di proteggere le caratteristiche arabe di Gerusalemme e i luoghi sacri per i cristiani e i musulmani. La Giordania è il custode di questi siti, nella Città Vecchia di Gerusalemme, e il re Abdullah II ha dichiarato che il suo Paese farà tutto il possibile per rispettare questa responsabilità storica e religiosa, salvaguardando i luoghi storici nella Città Santa.

I Paesi della Lega Araba si sono riuniti per discutere questa decisione poiché il 6 dicembre 2017, in un discorso alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e aveva annunciato lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv alla Città Santa. La dichiarazione aveva fatto scoppiare proteste in tutto il mondo e aveva peggiorato il conflitto tra israeliani e palestinesi. Il 18 dicembre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva respinto la decisione di Trump, ma il veto da parte degli Stati Uniti aveva bloccato la Risoluzione. Il 21 dicembre, il documento era stato sottoposto al voto dell’Assemblea Generale dell’Onu, in seno alla quale nessuno Stato detiene il diritto di veto, e la mozione era stata approvata. Le decisioni di quest’organo, tuttavia, non sono vincolanti, pertanto gli Stati Uniti avevano dichiarato che la loro decisione era ancora valida e avevano minacciato di tagliare i fondi a tutti i Paesi che avevano votato per l’approvazione della Risoluzione. In seguito, alcuni Stati, come il Guatemala, hanno annunciato la loro decisione di spostare la propria ambasciata a Gerusalemme, allineandosi alla decisione statunitense.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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