Usa e Corea del Sud: esercitazioni militari sospese per le Olimpiadi

Pubblicato il 6 gennaio 2018 alle 6:17 in Asia Corea del Sud

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Gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno deciso di posticipare le esercitazioni militari congiunte a dopo i Giochi Olimpici Invernali, che si terranno dal 5 al 25 febbraio a Pyeongchang, in Corea del Sud.

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, e la sua controparte americana, Donald Trump, hanno deciso di non effettuare esercitazioni militari congiunte durante le Olimpiadi Invernali in modo che “le forze dell’ordine possano concentrarsi solo sulla sicurezza dei Giochi”, secondo quanto reso noto dalla Casa Bianca. L’ufficio presidenziale di Moon Jae-in ha aggiunto che la posticipazione delle esercitazioni militari aiuterà a garantire il successo delle Olimpiadi, “a patto che la Corea del Nord non effettui nuove provocazioni”. Il Segretario alla Difesa Usa, James Mattis, ha reso noto che la posticipazione è stata decisa per ragioni pratiche e non politiche. “Abbiamo modificato altre volte le tempistiche delle esercitazioni per diverse ragioni, quindi per noi rientra nel normale dare e avere [con Seoul]”, ha affermato, aggiungendo che le Olimpiadi rappresentano un evento molto importante per il turismo sudcoreano. Mattis ha anche sottolineato che le esercitazioni si terranno e avranno inizio intorno al 18 marzo, quando anche le Paraolimpiadi saranno concluse.

La sospensione delle esercitazioni per le Olimpiadi deve essere inserita in un quadro più ampio: quello della tensione attuale sulla penisola coreana. La Corea del Nord vede le esercitazioni militari tra Corea del Sud e Stati Uniti come preparazione all’invasione nei suoi confronti. La Cina e la Russia hanno più volte affermato che un ritorno al dialogo con Pyongyang è possibile solo se si realizza prima il “doppio stop”, ovvero la fine delle esercitazioni militari tra Usa e Corea del Sud da un lato e la fine dei test missilistici di Pyongyang dall’altro. 

L’inizio del 2018 è stato segnato da un lieve allentamento della tensione sulla penisola coreana proprio grazie ai Giochi Olimpici. Il leader nordcoreano, Kim Jong-un, nel suo discorso di inizio anno, ha proposto la partecipazione ai Giochi di una delegazione nordcoreana. In risposta, la Corea del Sud ha proposto un incontro ufficiale il 9 gennaio che è stato confermato da Pyongyang. Sarà il primo incontro ufficiale tra le due Coree dal 2015. Inoltre, Seoul e Pyongyang hanno riattivato una hot-line di comunicazione bilaterale che era rimasta chiusa dal febbraio 2016. Pechino e Mosca hanno accolto con favore le notizie della riapertura della hot-line e quella dell’incontro del 9 gennaio. 

Si tratta di segnali che, uniti alla sospensione delle esercitazioni militari, potrebbero far pensare a un miglioramento della situazione sulla penisola coreana. Gli Stati Uniti, però, non sono totalmente d’accordo. Sebbene il presidente Trump abbia affermato che l’incontro tra le due Coree sia “una buona cosa”, l’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley continua a ribadire che “i colloqui non possono essere presi seriamente se non comportano un bando di tutte le armi nucleari dalla Corea del Nord”.

Il Dipartimento di Stato Usa ha anche reso noto che l’apertura di Pyongyang verso Seoul potrebbe essere un tentativo di creare divisione nel fronte, finora unito, tra Stati Uniti e Corea del Sud. Il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, ha però ribadito che intende esercitare la massima pressione perché la “Corea del Nord non ripeta gli errori del passato”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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