Turchia: Macron conferma stallo per l’entrata del Paese nell’UE

Pubblicato il 6 gennaio 2018 alle 7:47 in Francia Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, venerdì 5 gennaio ha incontrato a Parigi il presidente francese, Emmanuel Macron, con l’obiettivo di migliorare la relazione del suo Paese con l’Europa.

L’agenda del giorno prevedeva la discussione del conflitto israelo-palestinese, la lotta contro il terrorismo e la guerra in Siria, questioni sulle quali i due presidenti hanno visioni condivise. I due leader hanno altresì firmato accordi riguardanti le banche, il settore della difesa e quello commerciale, pianificando la vendita, da parte della Francia, di 25 aerei Airbus A330s alla compagnia aerea Turkish Airlines e firmando un patto con un consorzio franco-italiano riguardante un progetto di difesa antimissile.

Una delle questioni più delicate discusse dai due leader è stata il desiderio della Turchia di entrare a far parte dell’Unione Europea. Erdogan si è detto “seriamente stanco” di aspettare che Bruxelles decida se il suo Paese possa diventare uno Stato membro o meno, aggiungendo che la lunga attesa potrebbe costringere Ankara a voltare le spalle all’Europa. La Turchia aveva manifestato per la prima volta il desiderio di entrare a far parte dell’Unione nel 1963. Il Paese doveva prima allinearsi alle politiche di Bruxelles, pertanto, dal 2003, Erdogan, che in quegli anni era primo ministro, aveva approvato alcune riforme, quali il riconoscimento della minoranza curda e l’abolizione della pena di morte. Tuttavia, negli anni le trattative per l’entrata del Paese nell’Unione Europea si erano arenate, causando attriti fra le due parti. Inoltre, le relazioni fra Ankara e Bruxelles erano ulteriormente peggiorate in seguito agli arresti di massa e ai licenziamenti perpetrati dal governo di Erdogan in seguito al colpo di Stato turco del luglio 2016.

Macron ha riconosciuto la situazione di stallo per quanto riguarda l’entrata della Turchia come Stato membro dell’Unione Europea, e ha proposto lo sviluppo di una partnership tra le due parti, in quanto l’obiettivo principale è mantenere lo Stato vicino, così da costruire un futuro insieme, guardando verso l’Europa.

Durante l’incontro, il presidente francese ha altresì parlato della libertà dei media e dei diritti umani fondamentali con la sua controparte turca, consegnando a Erdogan una lista di giornalisti e di dipendenti di organizzazioni non governative che sono stati erroneamente coinvolti nel giro di vite successivamente al colpo di Stato, proponendo di trovare una soluzione. Il presidente turco ha difeso le sue decisioni affermando che alcuni giornalisti avevano incoraggiato il terrorismo con i loro articoli. Per tutta risposta, Macron ha dichiarato che nella lotta contro questa problematica, lo Stato deve sempre salvaguardare lo stato di diritto.

Questo è stato il primo viaggio di Erdogan in Francia dopo che il governo turco aveva rafforzato il giro di vite su alcuni membri dell’opposizione, sospettati di aver perpetrato il colpo di stato del 2016. In quell’occasione, circa 50 mila persone furono arrestate e altre 110 mila rimosse dal settore pubblico, inclusi giornalisti, insegnanti, giudici e così via.

A Parigi ci sono state numerose proteste in occasione della visita di Erdogan. Il Partito Comunista Francese e numerosi partiti di sinistra hanno criticato la presenza del presidente turco in Francia. Inoltre, circa 30 attivisti dell’organizzazione Reporters without borders hanno manifestato all’esterno dell’ambasciata turca, mostrando fotografie di giornalisti imprigionati nel Paese. La Turchia, infatti, nel 2017 ha arrestato 73 giornalisti, posizionandosi al primo posto per numero di reporter dietro le sbarre per il secondo anno consecutivo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

 

di Redazione

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