Sudan: chiuso il confine con l’Eritrea

Pubblicato il 6 gennaio 2018 alle 19:04 in Eritrea Sudan

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Il Sudan ha chiuso il confine con l’Eritrea, una settimana dopo che il presidente sudanese, Omar al-Bashir, ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi nelle regioni di Kassala e del Kurdufan settentrionale.

Nella sera di venerdì 5 gennaio, il governatore del Kassala, Adam Gemaa, ha promulgato un decreto che prevede la chiusura di tutti gli attraversamenti di confine verso l’Eritrea, in seguito alla decisione emanata dal presidente al-Bashir il 30 dicembre 2017. Le autorità di Kassala avrebbe anche richiesto aiuto al governo federale di Khartoum per ottenere rinforzi militari, così da assicurare la zona ed evitare potenziali problematiche.

Il governo della regione aveva iniziato a stanziare le truppe paramilitari delle Forze di Supporto Rapido al confine con l’Eritrea giovedì 4 gennaio. Lo stesso giorno, durante la visita a due attraversamenti di confine verso l’Eritrea, quelli di Awad e di Al-Lafa, Gemaa aveva affermato che il governo sudanese voleva mantenere i rapporti con il Paese confinante, sottolineando che lo scambio tra i due Stati avviene quotidianamente, e aveva altresì dichiarato che non avrebbe chiuso il confine con il Paese.

Tuttavia, venerdì 5 gennaio, il governo di Kassala ha deciso di chiudere il confine con l’Eritrea. Le autorità non hanno esplicitato le motivazioni dell’impiego delle forze armate al confine e la conseguente chiusura degli accessi all’Eritrea. Secondo alcuni, le milizie sono state allertate in vista di sviluppi interni nel Paese vicino, che potrebbero portare a un grande afflusso di migranti verso il Sudan. Altre fonti, invece, hanno affermato che l’obiettivo della chiusura del confine sia impedire ai ribelli del Darfur e ai combattenti armati etiopi di penetrare nei territori sudanesi. Il Darfur è una regione del Sudan occidentale che si trova in uno stato di emergenza umanitaria dal 2003. La causa è il conflitto armato tra le forze governative e la popolazione indigena. Gli scontri hanno causato tra le 200 mila e le 300 mila vittime civili, secondo i dati dell’Onu, mentre il numero di sfollati si aggira intorno ai 2 milioni.

Il 30 dicembre 2017, il presidente del Sudan aveva dichiarato lo stato di emergenza nel Paese per sei mesi, nei territori di Kassala e del Kardufan settentrionale, per ragioni di sicurezza. La decisione è stata presa in seguito al ritrovamento di armi illecite e per combattere il traffico umano e di droga. La lotta contro il traffico di armi va avanti da tempo nel Paese, che per questo motivo aveva già deciso di chiudere gli attraversamenti di confine con Libia, Sud Sudan e Ciad a settembre 2017.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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