Siria: 10.204 civili uccisi nel 2017

Pubblicato il 6 gennaio 2018 alle 7:04 in Medio Oriente Siria

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Nel 2017, in Siria sono morti 10.204 civili, tra i quali 2.298 bambini e 1.536 donne, secondo i dati riportati dal Syrian Network for Human Rights, un’organizzazione umanitaria che monitora la guerra civile siriana.

In un report pubblicato il 1 gennaio scorso, l’organizzazione ha documentato l’uccisione nel 2017 di 10.200 civili nella guerra civile siriana, 569 dei quali soltanto nel mese di dicembre, da parte di tutte gli attori coinvolti nel conflitto. Il documento include soltanto i dati che si riferiscono alle vittime civili, anche se il Syrian Network for Human Rights ritiene che il numero dei morti sia più elevato, dal momento che l’organizzazione ha avuto difficoltà nell’ottenere informazioni sui morti provocati dalle varie fazioni dell’opposizione sui campi di battaglia e non all’interno delle città, nonché sul numero preciso di vittime provocato dalle forze del presidente Bashar Al-Assad e dall’ISIS.

Secondo i dati di cui dispone, il report mostra che le forze del regime avrebbero ucciso 4.148 civili, inclusi 754 bambini e 591 donne, mentre la Russia avrebbe causato la morte di 1.436 civili, tra i quali 439 bambini e 284 donne. Da parte loro, le forze curde hanno ucciso 316 civili, inclusi 58 bambini e 54 donne. 

Il report ha documentato altresì le vittime della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte in Siria e in Iraq contro lo Stato Islamico. I raid dell’alleanza avrebbero causato la morte di 1.421 civili, tra i quali 281 bambini e 148 donne.

Tra i gruppi estremisti, invece, l’organizzazione Hayyat Tahrir Al-Sham, conosciuta anche con il nome di Al-Qaeda in Siria, ha ucciso 25 civili, tra i quali 2 bambini e una donna. Le fazioni dell’opposizione siriana hanno causato la morte di 186 civili, tra cui 45 bambini e 29 donne.

Infine, almeno 40 civili, tra cui 7 bambini e 9 donne, sarebbero affogati mentre cercavano di fuggire dai bombardamenti.

Stando ai dati riportati dal documento, Damasco sarebbe stata la città maggiormente colpita dai combattimenti. Dal gennaio al dicembre 2017, nella capitale siriana sarebbero morti 2.019 civili. Al secondo posto si collocherebbe il governatorato di Raqqa, nel quale sarebbero state uccisi 1.512 civili.

In tale contesto, è importante sottolineare che il territorio del Ghouta, una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, situato nella campagna orientale di Damasco, era stato posto sotto assedio dalle forze del regime nel dicembre 2012. Negli ultimi mesi del 2017 le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano la zona hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Tutto ciò ha causato la morte di un ingente numero di civili, tra i quali numerosi bambini. Secondo i dati dell’UNICEF, inoltre, più di 1.100 bambini soffrirebbero di gravi forme di malnutrizione e altre centinaia sarebbero ad alto rischio. Il 27 ottobre scorso, l’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha descritto la condizione del Ghouta come “una chiara violazione del diritto internazionale umanitario” e “un crimine contro l’umanità e/o un crimine di guerra”.

Secondo il documento del Syrian Network for Human Rights, le forze siriane, insieme ai propri alleati russi avrebbero violato il diritto internazionale umanitario, il quale sancisce il diritto alla vita. Inoltre, stando alle prove analizzate e ai racconti dei testimoni oculari, almeno il 90%degli attacchi sarebbero stati condotti direttamente contro i civili.

Il report accusa altresì tutte le parti coinvolte nel conflitto siriano, in particolare lo Stato Islamico, Hayyat Tahrir Al-Sham, le forze curde, le fazioni dell’opposizione e la coalizione internazionale, a guida americana, per aver commesso crimini di guerra.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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