Israele: Netanyahu sconsiglia a Trump il taglio fondi alla Palestina

Pubblicato il 6 gennaio 2018 alle 10:05 in Israele Palestina USA e Canada

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe privatamente consigliato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di non tagliare i fondi all’organo dell’Onu che fornisce aiuti al popolo palestinese, per paura di scatenare una crisi umanitaria.

La notizia è stata diffusa dall’Israel National News, giovedì 4 gennaio, ma non sono pervenuti commenti da parte del premier. Secondo il servizio, Netanyahu supporta pubblicamente la minaccia del presidente Trump, mentre Gerusalemme è d’accordo sul bisogno di lavorare per permettere all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) di trovare una soluzione alla problematica del popolo. L’organo è una delle organizzazioni principali che forniscono supporto a lungo termine nei settori dell’istruzione, delle infrastrutture e del primo soccorso nei territori palestinesi. Gli Stati Uniti sono il principale donatore dell’UNRWA, seguiti dall’Unione Europea e dall’Arabia Saudita.

Nonostante sia d’accordo con Trump e non voglia mettere in pericolo la relazione con Washington, tuttavia Netanyahu vuole evitare ulteriori destabilizzazioni nel territorio di Gaza. Secondo il servizio pubblicato dall’agenzia Israel National News, il Ministero degli Affari Esteri avrebbe privatamente respinto la decisione di tagliare i fondi all’UNRWA poiché potrebbe peggiorare la situazione nel territorio occupato dai palestinesi, portando a una catastrofe umanitaria. Anche le forze di difesa israeliane condividono questa opinione e hanno avvisato che i tagli potrebbero causare la nascita di rivolte nei territori controllati da Hamas.

Secondo fonti israeliane, venerdì 5 gennaio gli Stati Uniti avrebbero congelato 125 milioni di dollari destinati all’ente dell’Onu che fornisce aiuti al popolo della Palestina, che avrebbe dovuto ricevere i fondi il primo gennaio. Tuttavia, il Dipartimento di Stato statunitense ha negato i tagli, affermando che la decisione è ancora al vaglio. I funzionari hanno spiegato che non esiste un programma che detti agli Stati Uniti entro quando fornire gli aiuti alla Palestina e in che quantità, affermando che la decisione spetta al Segretario di Stato. Il portavoce dell’UNRWA, Chris Gunness, ha dichiarato che l’amministrazione statunitense non ha ancora informato l’ente sulla propria decisione riguardo il congelamento o meno dei fondi.

Il 6 dicembre 2017, gli Stati Uniti avevano riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e avevano annunciato lo spostamento della propria ambasciata da Tel Aviv alla Città Santa, scatenando una serie di proteste in tutto il mondo. Successivamente, il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale dell’Onu, avevano votato una mozione contro la decisione di Washington, che da allora aveva minacciato di tagliare i fondi a tutti i Paesi che avevano votato in loro sfavore.

Il 22 dicembre 2017, in una conferenza stampa con il suo omologo francese, Emmanuel Macron, il presidente della Palestina, Mahmoud Abbas, aveva dichiarato che non avrebbe partecipato alle trattative di pace con Israele mediate da Washington, poiché gli Stati Uniti non erano più considerati un partecipante onesto ai negoziati.

Il 2 gennaio, pertanto, Trump si è scagliato contro i palestinesi, su Twitter, minacciando di tagliare i fondi, ed è stato subito supportato dall’ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, che ha confermato che il presidente stava ponderando la decisione di sospendere gli aiuti finanziari fino a quando i palestinesi non siederanno al tavolo delle trattative.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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