Israele: verso l’approvazione della pena di morte per i terroristi

Pubblicato il 5 gennaio 2018 alle 7:19 in Israele Medio Oriente

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Il Parlamento israeliano ha approvato, in via preliminare, un progetto di legge che impone la pena capitale nei confronti dei terroristi

Tale progetto di legge era stato approvato dalla coalizione di governo israeliana il 17 dicembre 2017 e, secondo quanto dichiarato dal quotidiano israeliano Times of Israel, si tratterebbe di una misura presa contro i terroristi palestinesi. La legge era stata caldeggiata dal partito del ministro della Difesa, Avigdor Liberman, Yisrael Beytenu, che l’aveva promessa durante la campagna elettorale del 2015, mentre era stata criticata dall’opposizione, che l’avrebbe definita “ultra-nazionalistica e populista”. Proprio per tale motivo, la misura era stata rifiutata dal Parlamento nel 2015, quando era stata proposta per la prima volta.

Mercoledì 3 gennaio, il Parlamento israeliano ha approvato, in via preliminare, il progetto di legge che facilita la condanna a morte dei “terroristi” con 52 voti favorevoli e 49 contrari. Per diventare legge, la misura deve essere approvata in altre 3 votazioni del Parlamento. Secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Jerusalem Post, tale legge permetterebbe l’imposizione della pena capitale con il consenso della maggioranza dei  giudici presenti all’udienza dei tribunali militari. Si tratterebbe di una variazione della situazione attuale, in cui i tribunali militari possono imporre la condanna a morte soltanto se ottengono l’unanimità dei giudici. Il disegno di legge, inoltre, vieterebbe la clemenza dopo che la sentenza è stata pronunciata.

Israele prevede la pena di morte per crimini contro l’umanità e tradimento, ma tale punizione non viene mai utilizzata. L’ultima volta che Israele ha applicato la pena capitale è stata il 1 giugno 1962 contro il nazista Adolf Eichmann, accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimini contro il popolo ebraico.

Da parte sua, il primo ministro, Benjamin Netanyahu, in un discorso pronunciato prima della sessione parlamentare, ha affermato di sostenere il progetto di legge e ha dichiarato: “Una persona che massacra e ride non dovrebbe trascorrere la propria vita dietro le sbarre, ma essere condannata a morte”. La posizione del primo ministro è cambiata dopo l’attacco terroristico che, il 21 luglio 2017, aveva causato la morte di 3 israeliani nell’insediamento di Halamish in Cisgiordania. In tale occasione, un palestinese aveva ucciso 3 israeliani mentre stavano festeggiando un battesimo. Da quel momento, Netanyahu ha iniziato a sostenere l’adozione della pena di morte per i terroristi, affermando che si tratta di una punizione adeguata per “uno spregevole assassino”.

Poche ore dopo l’annuncio della notizia, l’Unione Europea ha condannato la decisione del Parlamento israeliano, ribadendo la propria posizione sulla questione della pena di morte. In tal senso, in una dichiarazione emanata mercoledì 3 gennaio dall’organizzazione internazionale, si legge: “La pena di morte è incompatibile con la dignità dell’uomo. Costituisce un trattamento inumano e degradante e non è stato dimostrato alcun effetto deterrente, inoltre rende gli errori giudiziari irreversibili e fatali”. La dichiarazione fa riferimento al fatto che, in un comunicato emanato il 17 dicembre 2017, in occasione dell’approvazione del progetto di legge da parte della coalizione di governo, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, aveva affermato che il progetto avrebbe costituito un potente deterrente e un contrappeso alle speranze degli assalitori palestinesi, se fosse diventato legge.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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