Iran: terzo giorno di manifestazioni a favore del governo

Pubblicato il 5 gennaio 2018 alle 17:07 in Iran Medio Oriente

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Continuano le manifestazioni del popolo iraniano a favore del governo in molte città, tra le quali Mashhad, Birjand, Qom, Shiraz, Esfahan e Ardabil.

Venerdì 5 gennaio, migliaia di sostenitori del governo sono scesi in piazza per mostrare pubblicamente il loro supporto nei confronti della classe al potere. Durante le manifestazioni, che si sono tenute dopo la preghiera del venerdì, giorno sacro dei musulmani, il popolo ha altresì accusato gli Stati Uniti di aver istigato le proteste contro il governo.

Le manifestazioni in favore del regime iraniano sono iniziate mercoledì 3 gennaio e si sono protratte le giornate di giovedì 4 e venerdì 5 gennaio. In questi tre giorni, migliaia di iraniani sono scesi in piazza per manifestare a favore del governo, contro la rivolta, brandendo le bandiere iraniane e le immagini di Khamenei. In occasione del primo giorno delle manifestazioni, Jafari aveva dichiarato che le manifestazioni pro-governative segnavano la fine delle proteste, che, secondo il comandante, sarebbero state condotte da “un massimo di 1.500 persone in ogni posto”, per un totale di “15.000 persone in tutto il Paese”.

Le manifestazioni sono continuate anche dopo che, giovedì 4 gennaio, il Corpo delle guardie della rivoluzione iraniana, l’organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979, fedele alla guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, aveva dichiarato di aver fermato la rivolta del popolo iraniano e di aver dispiegato le proprie forze in tre province, in particolare Esfahan, Lorestan e Hamedan, nelle quali gli scontri sono stati più violenti, al fine di affrontare “la nuova sedizione”.

Durante le proteste, i manifestanti hanno mostrato slogan nei quali criticavano la politica degli Stati Uniti contro l’Iran e chiedevano che gli istigatori della rivolta venissero sottoposti a giudizio. La televisione di stato iraniana ha dato molta copertura alle manifestazioni, durante le quali il popolo cantava slogan in favore della guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei e contro gli Stati Uniti e Israele, entrambi accusati di aver incentivato le proteste.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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