Corea del Sud: il Presidente incontra le Donne di Conforto

Pubblicato il 5 gennaio 2018 alle 6:07 in Asia Corea del Sud

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha incontrato una delegazione di 8 donne in rappresentanza delle 32 superstiti delle “donne di conforto” – comfort women – costrette a lavorare nei bordelli riservati ai soldati giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Sono state più di 200 mila le donne e le ragazze sudcoreane costrette a prostituirsi nei bordelli militari dell’esercito giapponese durante l’occupazione nipponica della Corea, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, secondo le associazioni per i diritti delle donne di Seoul. Il presidente Moon Jae-in ne ha incontrate 8 per un pranzo ufficiale alla Casa Blu, il palazzo presidenziale, per discutere dell’accordo del 2015 tra Corea del Sud e Giappone che avrebbe dovuto porre fine alla disputa sulle comfort women tra i due Paesi.

L’accordo del 2015 era stato siglato dalla precedente amministrazione sudcoreana e un team di analisti creato dall’attuale governo per indagare sulla legittimità dell’accordo lo ha definito incompleto e non soddisfacente per gli interessi e le necessità delle superstiti e delle famiglie delle donne che hanno perso la vita durante la Guerra. La pubblicazione del rapporto di 31 pagine degli analisti ha suscitato le critiche del Giappone che ritiene l’accordo valido e vincolante poiché frutto di negoziati bilaterali condotti volontariamente dai due Paesi. La Corea del Sud ritiene invece che una delle falle principali dell’accordo sia nel fatto che è stato raggiunto senza chiedere il consenso o il parere delle associazioni a tutela degli interessi delle donne di conforto stesse.

Secondo quanto riportato dai media cinesi, l’accordo del 2015 prevedeva, come era stato reso noto, che il Giappone si scusasse con le donne e che donasse 1 miliardo di yen, ma conteneva anche clausole rimaste segrete prima del rapporto del team di analisti. Queste clausole prevedevano, tra le altre cose, che la Corea del Sud convincesse le donne di conforto superstiti a rinunciare a qualsiasi altro tipo di rivendicazione e si impegnasse a non costruire statue e o monumenti in loro memoria.

Il presidente Moon Jae-in, durante l’incontro con le donne, ha ribadito la volontà del suo governo di impugnare l’accordo del 2015 e di intraprendere misure concrete per garantire che la questione venga riaperta, senza nascondere la difficoltà e la tensione che ciò può creare nei rapporti bilaterali con il Giappone. L’accordo del 2015 era stato presentato come definitivo e risolutivo della questione delle donne di conforto, dopo 40 anni di tensione bilaterale.

Il Giappone e la Corea del Sud sono schierati insieme a fianco degli Stati Uniti per contrastare il programma missilistico e nucleare della Corea del Nord e divisioni bilaterali potrebbero condurre a una spaccatura nel fronte unito attuale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.