Siria: 23 vittime causate da raid aerei russi

Pubblicato il 4 gennaio 2018 alle 14:27 in Russia Siria

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Almeno 23 civili sono stati uccisi da incursioni aeree russe a est di Damasco, nel territorio di Ghouta, una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana.

Nella sera di mercoledì 3 dicembre, 18 persone hanno perso la vita negli attacchi da parte delle forze della Russia, nella città di Misraba, mentre altre 5 sono morte a causa di una serie di bombardamenti perpetrati dal governo, nell’area di Bett Sawa. Il capo dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, Rami Abdel Rahman, ha riferito che tra le vittime ci sono anche 3 bambini e 11 donne. Il territorio è stato colpito nonostante faccia parte di una zona cuscinetto dove sono state proibite tutte le attività militari, in seguito a un cessate il fuoco appoggiato da Turchia, Russia e Iran. La creazione di una serie di zone di distensione era stata stabilita il 3 maggio 2017 da Ankara, Mosca e Teheran, durante il quarto round dei negoziati di Astana, volti a trovare una soluzione per fermare la guerra civile in Siria.

Di recente, infatti, gli attacchi nel territorio di Ghouta si sono fatti più frequenti. Gli aerei russi hanno intensificato i bombardamenti nell’area e nei distretti vicini, inclusa la città di Arbin, nella Siria meridionale. Secondo Al Jazeera in lingua inglese, la motivazione potrebbe essere la decisione del governo siriano di liberare l’area dai ribelli. La Russia è intervenuta militarmente per la prima volta nel Paese il 30 settembre 2015, in supporto alle forze del presidente siriano, che aveva richiesto ufficialmente aiuto. Le incursioni hanno aiutato Assad a riottenere il controllo su gran parte del Paese.

L’ultimo raid aereo russo era avvenuto il 29 dicembre, nella provincia di Idlib, provocando 66 vittime tra civili, soldati e combattenti del gruppo terroristico Fateh al-Sham. Gli scontri si erano protratti per 24 ore.

Il territorio di Ghouta era stato posto sotto assedio dalle forze del regime a dicembre 2012. Negli ultimi mesi, le milizie del presidente siriano, Bashar Al-Assad, avevano rafforzato la stretta sul territorio, impedendo il lavoro delle organizzazioni umanitarie e, di conseguenza, limitando cibo e medicine per gli abitanti dell’area. Il 27 ottobre 2017, le Nazioni Unite avevano denunciato la situazione, condannando le forze del regime di Al-Assad, dal momento che, a causa della mancanza di aiuti, almeno 350 mila civili erano morti. A dicembre 2017, il Comitato Internazionale della Croce Rossa aveva annunciato che la situazione umanitaria del Paese era critica. In seguito a una serie di lunghe trattative, il 27 dicembre le organizzazioni umanitarie hanno ottenuto il permesso di evacuare i malati più gravi.

Secondo il Network Siriano per i Diritti Umani (SNHR), nel 2017 in Siria sono stati uccisi 10.204 civili, inclusi 2.298 bambini e 1.536 donne.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

 

di Redazione

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