Proteste dei richiedenti asilo a Marco di Rovereto

Pubblicato il 4 gennaio 2018 alle 11:31 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un gruppo di richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza nella città di Marco di Rovereto, in provincia di Trento, ha sollevato una protesta, la mattina di mercoledì 3 gennaio. Le motivazioni sarebbero state legate alla sistemazione poiché, attualmente, i migranti alloggiano all’interno di container, e alle condizioni della struttura che, ad avviso di molti, è mal organizzata. Per tali ragioni, circa 100 richiedenti asilo hanno iniziato a protestare di fronte ai cancelli del centro, impedendo l’entrata a chiunque, persino agli operatori della Croce Rossa. È così intervenuta la polizia per calmare la situazione. Secondo quanto riportato da Ansamed, alcuni di loro vivono a Marco di Rovereto da anni, senza aver ancora ricevuto lo status di rifugiati. La struttura ospita 330 migranti, ma al suo interno ci sarebbe spazio soltanto per circa 130 persone.

Non è la prima volta che si verifica un episodio simile a Marco di Rovereto, giacché più di un anno fa la polizia dovette intervenire per sedare una protesta di profughi, i quali lamentavano la sostituzione di porzioni di pollo con le uova. E ancora, nel febbraio 2017, due immigrati vennero espulsi con accuse di violenza.

Gli attivisti del progetto di comunicazione indipendente Melting Pot Europa riferiscono che le proteste del 3 gennaio sono nate dal fatto che il campo, nato e concepito come una struttura di prima accoglienza, ospita persone per mesi o anni che, al contrario, dovrebbero essere sistemate in appartamenti o altre sistemazioni più consone. Ad avviso degli attivisti, la colpa non è da imputare a errori gestionali, ma alla politica provinciale, che non ha applicato una vera accoglienza diffusa su tutto il territorio.

Tale sistema di accoglienza, inaugurato in Campania il 20 dicembre a Napoli dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, costituisce “una riforma all’accoglienza che consentirà di affrontare la questione dell’arrivo e dell’integrazione dei migranti, tenendo insieme i principi dell’umanità, dell’integrazione e della sicurezza”. L’obiettivo dell’accoglienza diffusa è quello di eliminare i grandi centri che, secondo il ministro, per quanto le autorità possano sforzarsi a gestirli, non possono essere considerati la principale via di integrazione in Italia. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.