Palestina: missili israeliani colpiscono Gaza

Pubblicato il 4 gennaio 2018 alle 12:08 in Israele Palestina

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Le forze israeliane hanno lanciato alcuni missili contro la zona meridionale della Striscia di Gaza, in risposta a un attacco proveniente dal territorio palestinese.

All’alba di giovedì 4 gennaio, alcuni razzi israeliani sono caduti a est della città di Rafah, situata nel territorio meridionale della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito da fonti della sicurezza nazionale palestinese, il bombardamento avrebbe causato soltanto lievi danni alle abitazioni dei palestinesi che vivono nelle aree vicine al luogo colpito dai missili.

Stando alla ricostruzione dei fatti fornita dall’agenzia di stampa palestinese WAFA, gli attacchi aerei israeliani, lanciati nella notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 gennaio, sarebbero stati supportati dal fuoco dell’artiglieria. Testimoni oculari hanno riferito che le forze israeliano avrebbero sparato missili e proiettili contro campi agricoli e una discarica nei pressi della città di Rafah.

L’esercito israeliano ha riferito che il bombardamento sarebbe giunto in risposta al lancio di quattro razzi contro il territorio di Israele, sparati tra mercoledì 3 e giovedì 4 gennaio dalla Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Jerusalem Post, il primo razzo sarebbe stato lanciato all’interno del Consiglio regionale di Eskhol, vicino al confine con Gaza, verso le 2 del mattino di giovedì 4 gennaio, mentre il secondo avrebbe colpito il territorio circa un’ora e mezza più tardi. Il terzo missile sarebbe stato sparato dal territorio palestinese verso le 5 del mattino verso la stessa area, mentre il quarto sarebbe stato lanciato nella serata di mercoledì 3 gennaio e avrebbe colpito uno spazio aperto. In merito a quest’ultimo razzo, le Forze di sicurezza israeliane non hanno fornito alcuna informazione ufficiale.

In un comunicato, emanato subito dopo l’attacco contro il territorio palestinese, le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di aver colpito una “grande infrastruttura terroristica nella Striscia di Gaza” e hanno aggiunto: “Le Forze di difesa israeliane continueranno a procedere con tutti gli strumenti a propria disposizione sopra e sotto il suolo, al fine di contrastare i tentativi di danneggiare i cittadini israeliani. Siamo preparati e pronti per diversi scenari e agiremo contro qualsiasi tentativo di violare la sovranità di Israele”.

Si tratta dell’ultimo episodio di questo genere, dopo che, il 2 gennaio, un raid degli aerei da guerra israeliani aveva colpito una postazione delle Brigate Ezzedin Al-Qassam, il braccio armato di Hamas, nella città di Khan Yunis, situata nella zona meridionale della Striscia di Gaza. L’attacco, che causato ingenti danni al sito, sarebbe stato condotto in risposta al lancio di un “proiettile” dal territorio della Striscia di Gaza, avvenuto il giorno precedente. In tale occasione, nonostante il lancio del proiettile non fosse stato rivendicato da alcuna fazione palestinese, l’esercito israeliano aveva più volte sottolineato che avrebbe ritenuto Hamas direttamente responsabile per qualunque “attività ostile” proveniente dal territorio della Striscia di Gaza. La posizione di Israele era stata ribadita mercoledì 27 dicembre, quando il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva avvisato che non sarebbero stati tollerati ulteriori attacchi da parte da Hamas o di altri gruppi terroristici e che Israele avrebbe impiegato tutti i mezzi a sua disposizione per difendere la sicurezza e la sovranità dello Stato.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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