Egitto: esteso ancora lo stato di emergenza

Pubblicato il 4 gennaio 2018 alle 10:58 in Africa Egitto

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L’Egitto ha esteso lo stato di emergenza per 3 mesi, per motivi di sicurezza. Si tratta del terzo rinnovo della misura dalla sua imposizione, avvenuta il 10 aprile 2017.

Martedì 2 gennaio, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha emanato un decreto nel quale ha annunciato l’estensione dello stato di emergenza per il periodo di 3 mesi, a partire dal 13 gennaio. La decisione del presidente è stata presa dopo una serie di attacchi terroristici che hanno colpito il territorio nazionale. Gli ultimi due attacchi hanno colpito una chiesa copta nel quartiere di Helwan, situato nella zona meridionale del Cairo, venerdì 29 dicembre.

Lo stato di emergenza è in vigore, in Egitto, dal 10 aprile 2017. Inizialmente, Al-Sisi aveva imposto lo stato di emergenza nel Sinai del Nord il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile 2017, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. L’ultimo rinnovo risale al 12 ottobre 2017, quando il presidente egiziano aveva esteso lo stato di emergenza per un periodo di 3 mesi, a causa del persistere della situazione di instabilità nel territorio.

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera, tale misura garantirebbe al presidente il potere di far giudicare i civili ai tribunali di emergenza per la sicurezza dello Stato, i cui verdetti non prevedono alcun processo d’appello. Inoltre, lo stato di emergenza consentirebbe al presidente di intercettare e monitorare tutte le forme di comunicazione, imporre la censura prima della pubblicazione, oltre a confiscare le pubblicazioni esistenti, imporre il coprifuoco e sequestrare proprietà private. Lo stato di emergenza permette alle forze di sicurezza di arrestare le persone per un periodo di tempo, per qualsiasi ragione. Esse, inoltre, godono di ampi poteri nella limitazione delle riunioni pubbliche e della libertà dei media.

Infine, per far fronte alla minaccia terroristica e ristabilire la sicurezza nel proprio territorio nazionale, il 29 novembre, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, aveva ordinato al proprio esercito di utilizzare tutta la forza necessaria per rendere sicura la penisola del Sinai entro i prossimi 3 mesi. In tale contesto, il presidente starebbe valutando altresì la possibilità di armare le tribù beduine che vivono nella penisola del Sinai e che desiderano avere un ruolo attivo nella lotta la terrorismo.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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