Trump risponde al discorso di inizio anno di Kim Jong-un

Pubblicato il 3 gennaio 2018 alle 10:01 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato di avere “un pulsante nucleare più grande” di quello di Kim Jong-un, in risposta alle minacce del leader nordcoreano, il quale, martedì 2 gennaio, in occasione del discorso tenuto per l’inaugurazione dell’anno nuovo, ha affermato di avere un pulsante nucleare pronto per essere premuto sulla sua scrivania. Le sue parole sono state riportate in un comunicato dall’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA.

La risposta di Trump è giunta in seguito alla richiesta da parte della Corea del Sud di organizzare un incontro per dialogare con la Corea del Nord il 9 gennaio, dato che Kim Jong-un si è detto intenzionato a far partecipare Pyongyang alle Olimpiadi, che si terranno in territorio sudcoreano il 9 febbraio. Secondo il New York Times, le parole di Trump sono in aperto contrasto con la svolta pacifica effettuata da Seoul. Il tono del presidente americano, spiega il quotidiano, ha generato una sorta di allarmismo tra gli esperti di sicurezza nazionale e i diplomatici, che hanno definito la mossa “infantile” per un leader che gestisce la politica estera di un Paese. Il linguaggio di Trump non è nuovo, in quanto era già stato utilizzato più volte nel corso della campagna elettorale del 2016, e anche nel 2017 in diverse occasioni. Ad inizio agosto, il capo della Casa Bianca aveva giurato di mettere “a ferro e fuoco” la Corea del Nord, se questa avesse continuato a minacciare gli Stati Uniti, e ancora, a inizio settembre, aveva dichiarato di voler distruggere il regime di Pyongyang per difendere il proprio Paese e i suoi alleati.

Nonostante le critiche, i sostenitori di Trump si sono schierati dalla sua parte, riferendo che, così facendo, il presidente obbligherà la Corea del Nord a pagare le conseguenze dei propri sforzi e delle proprie minacce contro gli USA.

Le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord in merito allo sviluppo del programma missilistico da parte nordcoreana sono scoppiate nel 2003, quando Pyongyang abbandonò il Trattato di non-proliferazione nucleare (NPT), facendo altresì naufragare un accordo quadro con gli USA che prevedeva lo scambio tra forniture energetiche e la sospensione dell’armamento nordcoreano. Quando la Corea del Nord, nel 2006, effettuò il primo test nucleare, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu adottò alcune risoluzioni all’unanimità, condannando le azioni nordcoreane e imponendo sanzioni, che sono state aumentate nel corso del tempo con la speranza di fermare le mire della Corea del Nord. Nei mesi estivi del 2017, la situazione è gradualmente peggiorata per via della escalation di dimostrazioni di forza tra la Pyongyang da una parte, e Washington e Seoul dall’altra. Tra i momenti di tensione più grande si ricorda il 29 novembre 2017, quando la Corea del Nord ha annunciato di essere divenuta una potenza nucleare, grazie al test del missile Hwasong-15, in grado di raggiungere qualsiasi porzione di territorio degli Stati Uniti. Con tale ultimo lancio, Kim Jong-un ha dichiarato di aver raggiunto l’obiettivo di trasformare la Corea del Nord in una potenza nucleare in grado di difendersi dagli Stati Uniti. Dall’altra parte, nel corso dei mesi, gli USA hanno continuato a compiere una serie di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, e talvolta il Giappone, che hanno fatto irritare il leader nord-coreano, Kim Jong-un, il quale si è sentito particolarmente minacciato. Questa situazione ha di fatto impedito il raggiungimento di accordi pacifici.

Le dichiarazioni di Kim Jong-un rilasciate durante discorso di inizio anno circa l’apertura al dialogo con la Corea del Sud costituiscono un primo passo verso una possibile negoziazione pacifica e diplomatica per porre fine alla crisi nordcoreana. Dall’altra parte, più volte il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha dichiarato che gli USA erano pronti a dialogare, ma le sue affermazioni sono sempre state smentite da Trump, il quale ritiene che non sia ancora il momento di intrattenere colloqui. Ciò, ad avviso del presidente, potrà accadere quando le tensioni saranno sedate.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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