Mattis: le operazioni anti-ISIS della coalizione cambieranno nel 2018

Pubblicato il 3 gennaio 2018 alle 7:11 in USA e Canada

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Il segretario della Difesa americano, James Mattis, ritiene che, alla luce della sconfitta militare dello Stato Islamico in Siria e in Iraq, nel 2018, le strategie e le operazioni della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti contro i terroristi cambieranno.

“Con la fine del 2017 abbiamo costretto i jihadisti alla fuga, li abbiamo sconfitti. Adesso dobbiamo eliminare definitivamente la loro minaccia, assicurando al contempo la difesa e la salvezza delle persone innocenti”, ha spiegato Mattis. Molti terroristi stanno fuggendo attraverso la valle dell’Eufrate, dove passa la linea di demarcazione tra le forze del presidente siriano, Bashar al-Assad, le forze russe e le Syrian Democratic Forces. Ad avviso del segretario americano, al momento, le comunicazioni tra la Russia e la coalizione a guida americana stanno andando a gonfie vele. I militanti che sono fuggiti attraverso quell’area, ha aggiunto Mattis, dovranno essere abbattuti, tuttavia, le forze americane non oltrepasseranno la soglia del territorio sotto il controllo del regime siriano e degli alleati russi. “Dal momento che sia Assad sia Mosca non vogliono avere a che fare con i terroristi dell’ISIS, senza dubbio, ci penseranno le loro forze ad eliminare i jihadisti in fuga”, ha precisato Mattis. Per sottolineare il successo della collaborazione con la Russia per le operazioni antiterrorismo, il segretario ha fatto riferimento all’attacco sventato dalle autorità russe lo scorso 17 dicembre, grazie alle informazioni riservate fornite dalla CIA. Quel giorno sono stati arrestati 7 membri di una cellula terroristica legata allo Stato Islamico, la quale pianificava di attaccare la Cattedrale Kazan per mezzo di ordigni esplosivi.

Il segretario della Difesa ha aggiunto che, a suo avviso, la lotta contro l’ISIS non è ancora finita, poiché i superstiti stanno cercando nuovi luoghi dove insediarsi per tentare di ricostruire il califfato. Alla luce di tali considerazioni, in Iraq, la coalizione continuerà a lavorare con il governo di Kabul per addestrare i soldati e la polizia, al fine di far sviluppare al Paese mediorientale le capacità di intelligence necessarie a gestire da solo le minacce terroristiche. In merito alla Siria, Mattis ha riferito che serviranno maggiori sforzi diplomatici per risolvere la guerra civile e, di conseguenza, trovare una soluzione definitiva per eliminare l’ISIS.

Per quanto riguarda il 2018, Mattis sostiene che lo Stato Islamico sia ormai diventato un “brand” per i terroristi a livello internazionale e, per tale ragione, “potrà ispirare nuovi attacchi di lupi solitari e altri gruppi in tutto il mondo”. Tuttavia, secondo il segretario americano, la perdita dei territori in Siria e in Iraq sta avendo un impatto negativo sull’efficacia del loro brand. In conclusione, nei due Paesi mediorientali, le truppe americane abbandoneranno l’approccio offensivo, avuto finora, e adotteranno un approccio volto a supportare gli sforzi diplomatici. Ciò comporterà la perlustrazione delle aree più colpite dai terroristi, ai fini di eliminare le bombe rimaste, ma anche l’assistenza dei civili e delle infrastrutture per ricostruire i sistemi idrici ed elettrici, e per riaprire le scuole e riprendere le attività lavorative.

Sia l’Iraq sia la Siria hanno dichiarato vittoria contro l’ISIS, rispettivamente il 9 e il 6 dicembre. Il primo ministro, Haider Al-Abadi, ha dichiarato che le forze irachene hanno scacciato gli ultimi combattenti dello Stato Islamico dal Paese, dopo più di tre anni di occupazione. In Siria, il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato la sconfitta definitiva dell’organizzazione sulle rive del fiume Eufrate, situato nel territorio orientale della Siria. Ad avviso della coalizione internazionale a guida americana, ad oggi, in Siria e in Iraq sono presenti meno di 1000 militanti dello Stato Islamico, una cifra pari a un terzo rispetto al numero registrato il 5 dicembre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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